Bergamo. Una frangia di manifestanti ha trasformato in tensione il corteo studentesco che oggi ha attraversato il centro cittadino: circa 200 persone, secondo la Questura, hanno lanciato pietre e petardi contro le forze dell’ordine, danneggiato vetrine e provocato lesioni a due agenti.
Il corteo, partito alle 9 da piazzale Marconi, ha visto la partecipazione di centinaia di studenti diretti a piazza della Libertà, con slogan, striscioni e cori per chiedere una scuola più inclusiva, maggiori investimenti nell’istruzione e meno spese per le armi. Durante il percorso, una parte dei partecipanti si è staccata dal tragitto concordato: sono stati rovesciati cestini e bidoni, danneggiati arredi urbani e segnaletica, e in alcune occasioni sono avvenuti contatti con le forze dell’ordine. Molti tra i manifestanti che si sono allontanati dal corteo erano vestiti di nero e con il volto coperto.
La Questura ha reso noto il bilancio operativo: la Polizia di Stato ha arrestato due persone e ne ha denunciate altre cinque; un minore di 14 anni sarà segnalato alla Procura per i minorenni. Nel corso degli scontri sono stati lanciati pietre, oggetti e petardi contro le forze dell’ordine, e diverse vetrine sono state danneggiate. Due operatori hanno riportato lesioni con una prognosi di sette giorni.
Gli arrestati sono un cittadino pakistano, accusato di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, e un cittadino nigeriano nato nel 2007, accusato di resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e travisamento. Altri sei giovani sono stati accompagnati in Questura per l’identificazione: cinque di loro sono stati denunciati per travisamento, resistenza, violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.
Nel pomeriggio la protesta si è spostata davanti alla Questura di via Noli, dove circa un centinaio di persone si sono radunate per chiedere il rilascio dei fermati, insieme a esponenti dell’area antagonista locale e del sindacalismo di base. Il presidio si è sciolto intorno alle 16,45, senza incidenti.
“Esprimo la mia più ferma e dura condanna per quanto accaduto questa mattina durante il sit-in studentesco – dichiara l’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni -. La manifestazione sui temi della scuola, del clima e del carovita è stata pesantemente strumentalizzata e infiltrata da ragazzi e persone violente. Le vere vittime di quanto accaduto sono proprio gli studenti pacifici, che hanno visto calpestato il proprio diritto costituzionale di manifestare a causa di queste inaccettabili prevaricazioni”.
“La sicurezza e il rispetto della legalità rimangono una priorità assoluta per la nostra città – continua Angeloni -. Al momento è in corso la quantificazione dei danni, tra cui cartelli e cestini dell’immondizia divelti, e ci auguriamo che le responsabilità di questi atti siano presto accertate e attribuite”.
Sul significato della giornata, e sulla risposta delle forze dell’ordine, interviene Rifondazione Comunista. “Le rivendicazioni della piazza erano più fondi all’istruzione e meno al riarmo, scuole sicure, che non cadono a pezzi, abbastanza insegnanti per coprire tutte le classi – spiegano il segretario provinciale Ezio Locatelli, il segretario del circolo cittadino Francesco Macario e il coordinatore dei Giovani Comunisti di Bergamo Aaron Cortiana –. Molte scuole non dispongono nemmeno di una succursale consona e agibile. In un contesto di disagio, di rabbia, in cui centinaia di studenti rivendicavano i propri diritti, le forze dell’ordine hanno reagito con la repressione, caricando chi gli capitava davanti”.





























































