sabato, Ottobre 17, 2026
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Tokyo, è morta Yayoi Kusama: la ‘regina dei pois’ aveva 97 anni

La società di Yayoi Kusama ha annunciato giovedì la morte dell’artista giapponese, una delle figure più celebri dell’arte contemporanea, scomparsa il 14 agosto all’età di 97 anni. La notizia ha suscitato un’ondata di omaggi da parte di ammiratori in tutto il mondo.

Nata nel 1929 in una famiglia agiata, Kusama iniziò a produrre le opere che l’avrebbero resa riconoscibile già a 10 anni. Nella sua autobiografia raccontò di aver visto, da bambina, un motivo di fiori rossi che sembrò invadere ogni oggetto e superficie della stanza, esperienza che segnò le sue prime visioni. Da allora i pois, le reti e il tema dell’infinito divennero il linguaggio centrale della sua pratica artistica.

Dopo aver studiato arte in Giappone, Kusama si trasferì negli Stati Uniti alla fine degli anni Cinquanta e si impose sulla scena avanguardista di New York. Nonostante le discriminazioni subite in quanto donna giapponese, si fece notare con grandi dipinti audaci e con “happening” provocatori negli anni Sessanta che univano body painting e pois. In quel periodo lanciò anche una linea di abbigliamento, fondò la cosiddetta “Chiesa dell’autoannientamento” e si proclamò “Gran Sacerdotessa dei pois” in occasione della celebrazione di un matrimonio tra due uomini.

Tornata in Giappone negli anni Settanta, Kusama si fece ricoverare volontariamente in un istituto psichiatrico di Tokyo, dove visse e lavorò fino alla fine della sua vita. La sua società ha sottolineato che “per tutta una vita straordinaria interamente dedicata alla creazione artistica, Yayoi Kusama ha condotto una carriera acclamata in tutto il mondo come artista d’avanguardia pionieristica, la cui pratica creativa comprendeva le arti visive, la performance, la narrativa e la poesia”. Secondo il comunicato, ha continuato a dipingere “fino agli ultimi giorni, senza mai posare il pennello, proseguendo la sua esplorazione dell’amore eterno e dell’anima immortale”. La società ha inoltre indicato che è morta in un ospedale di Tokyo.

Per Kusama i pois non erano un semplice motivo decorativo ma il nucleo di una vera filosofia artistica, l'”autoannientamento”: dipingendo pois su corpi, oggetti e ambienti fino a farli scomparire nel disegno mirava a dissolvere l’ego e a fondersi con l’universo. Nella sua autobiografia definì ogni singolo pois “una particella tra miliardi”, riflessione sulla propria piccolezza dentro un cosmo infinito. Lo stesso principio anima le sue celebri “infinity room” a specchi e le sculture di zucche coperte di pois, opere che hanno attirato folle immense e sono state vendute per diversi milioni di dollari; una delle sue zucche si trova a Naoshima, l'”isola dell’arte” in Giappone.

La morte ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio e ricordi sui social. Il museo MALBA ha pubblicato su X: “Seguiré haciendo mi arte hasta el día en que me muera, e incluso después de mi muerte, mi espíritu seguirá creando nuevas obras de arte.” Tra i commenti di singoli utenti riportati, uno ha scritto: “Ho avuto il privilegio di vedere più volte i suoi dipinti e le sue opere. Audaci, delicate, magnifiche. Quell’universo mi era completamente sconosciuto. E, ai miei occhi, era anche una persona davvero affascinante. Che tu possa riposare in pace”. Un altro utente ha commentato: “Possono tutte queste icone smettere di morire, per favore? Prima Dolly, poi Tim Curry, e ora Yayoi????”