sabato, Ottobre 17, 2026
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Brescia, Castelletti condanna gli scontri in piazza Duomo del 17 ottobre

Brescia. «Quanto accaduto oggi in piazza Duomo è grave e merita una condanna netta. Il lancio di sedie, tavolini, bicchieri e petardi contro le forze dell’ordine è inaccettabile e non ha nulla a che vedere con il diritto di manifestare». Così la sindaca di Brescia, Laura Castelletti, commenta gli scontri avvenuti in città durante la mobilitazione nazionale del 17 ottobre.

La prima cittadina ha espresso vicinanza «agli agenti impegnati nella gestione della piazza e ai lavoratori e alle lavoratrici dei locali che si sono trovati loro malgrado coinvolti» e si è detta sollevata «dal fatto che, secondo le prime informazioni, non si siano registrati feriti».

Castelletti ha osservato che l’episodio bresciano «purtroppo non è un caso isolato». In diverse città italiane, ha aggiunto, si sono verificate manifestazioni molto partecipate che «a un certo punto degenerano per l’azione di gruppi ristretti». «Non sappiamo quali siano le intenzioni di chi provoca queste situazioni», ha proseguito la sindaca, sottolineando però come il ripetersi di episodi analoghi richieda «una riflessione seria», perché a pagarne le conseguenze sono soprattutto «le persone che scendono in piazza pacificamente».

Secondo Castelletti, a Brescia erano presenti migliaia di manifestanti autorizzati dalla Questura; molti erano giovani e chiedevano attenzione su questioni concrete: il costo della vita, le difficoltà economiche delle famiglie e la possibilità di costruirsi un futuro. Su questi temi, ha detto, «la politica è chiamata a confrontarsi e a dare risposte», ma il rischio è che «di questa giornata rimangano soltanto le immagini delle tensioni, mentre tutto il resto passa in secondo piano».

La sindaca ha richiamato la tradizione cittadina di partecipazione civile e mobilitazioni, anche aspre, aggiungendo che «non possiamo permettere che questa libertà venga compromessa da chi approfitta di una manifestazione per compiere atti di violenza». Allo stesso tempo, ha concluso, «non possiamo accettare che episodi come quello di oggi diventino la misura con cui giudicare ogni forma di protesta».