sabato, Ottobre 17, 2026
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Ugo Zampetti racconta il Quirinale: il metodo Mattarella e il ruolo del segretario

Ugo Zampetti descrive il cosiddetto “metodo Mattarella” come l’approccio di un presidente che affronta i momenti complessi “concentrandosi sulle soluzioni piuttosto che attardandosi sui problemi”. Per Zampetti, il servizio pubblico si declina anche come l’impegno a “lasciare ai suoi successori un’amministrazione migliore di quella trovata”, richiamando la parabola evangelica dei talenti.

In una delle sue rare interviste, il segretario generale della Presidenza della Repubblica racconta il suo ruolo, pur precisando di non poter rendere pubblici i “molti” aneddoti di cui è stato testimone e richiamando “l’etimologia del termine segretario, colui che custodisce i segreti e ciò che non può essere divulgato”.

Romano, classe 1949, Zampetti è stato il primo ospite dell’approfondimento di Sky Tg24 “Gli Invisibili – Il potere che non si vede”, dedicato ai grand commis dello Stato. Nominato a fine 1999 segretario generale della Camera, dopo aver collaborato con i presidenti Luciano Violante, Pier Ferdinando Casini, Fausto Bertinotti, Gianfranco Fini e Laura Boldrini, è approdato nel 2015 allo stesso incarico al Quirinale per guidarne la macchina amministrativa.

Da undici anni è al fianco di Sergio Mattarella e, assicura, “il rapporto con la Presidenza del Consiglio, in tutti i governi che si sono succeduti, si è sempre svolto su un piano di corretta e fattiva collaborazione”. Per Zampetti è “impossibile” descrivere una giornata tipo del capo dello Stato, perché “ogni giorno ha la sua pena e fa storia a sé”: gli impegni del Presidente sono, secondo lui, “numerosi, incalzanti, intensi e spesso anche non programmabili”.

Zampetti respinge l’etichetta di “eminenza grigia”: nel ruolo di segretario generale, come consigliere del Presidente, “tiene tutta una serie di raccordi con gli altri soggetti pubblici, con le realtà e gli organi dell’ordinamento”, una tessitura di reti finalizzata a “fornire al Capo dello Stato tutti gli elementi utili o necessari per lo svolgimento delle sue funzioni”.

L’incarico, dice ancora, è “un lavoro e una missione” e comprende anche la funzione di “capo dell’amministrazione” del Quirinale, con responsabilità gestionali e amministrative che si svolgono “nell’ambito delle direttive degli indirizzi generali stabiliti dal Presidente”. Tra le novità di cui il segretario generale si dice soddisfatto, oltre all’apertura al pubblico del Palazzo del Quirinale e della Tenuta di Castelporziano (circa 50-60mila visitatori all’anno), figura l’aver indetto “il primo concorso per funzionari di ruolo nella storia del Segretariato generale”. “Ne sono seguiti altri che hanno riguardato tutte le categorie di personale”, osserva Zampetti, per cui oggi il concorso è diventato “la via normale di reclutamento del personale della Presidenza” e ha “rafforzato l’amministrazione permanente del Quirinale”.