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New York, 17 novembre: Jeff Koons mette all’asta nove opere, tra cui due Picasso

Jeff Koons metterà all’asta nove capolavori della sua collezione il 17 novembre da Christie’s per un valore stimato di quasi 100 milioni di dollari, nell’intento di finanziare la produzione di nuove opere. Tra i pezzi in vendita figurano due dipinti di Pablo Picasso e altre opere di rilievo della raccolta privata dell’artista.

Ufficialmente Christie’s indica il venditore come un “illustre collezionista privato”, ma il New York Times ha identificato il proprietario come Jeff Koons, precisando che l’artista intende reinvestire il ricavato nella propria attività artistica. Tra le opere annunciate spicca Le Baiser, un Picasso del 1969 che ritrae un bacio appassionato, quasi violento, tra un uomo e una donna: stimato 40 milioni di dollari, era stato acquistato da Koons nel 2008 da Sotheby’s per 17,4 milioni. Nella selezione è presente anche una testa-ritratto di Dora Maar.

La vendita, intitolata Heroes and Lovers (Eroi e amanti), include inoltre un pastello di Édouard Manet, Femme au tub, e un dipinto del 1590 di Cornelis van Haarlem che raffigura la lotta mitologica tra Ercole e il dio fluviale Acheloo per la conquista di una principessa. Koons aveva pagato quest’ultimo dipinto 8,1 milioni di dollari nel 2008, oltre quattro volte la stima dell’epoca; Christie’s conta ora di venderlo per circa 12 milioni. Tra gli altri lotti figura una scultura lignea tardogotica di Tilman Riemenschneider raffigurante Santa Caterina.

La scelta di cedere questi pezzi, in parte custoditi nella residenza dell’Upper East Side di Manhattan, arriva in un momento di ridimensionamento delle quotazioni dell’artista. Nel 2019 il celebre Rabbit in acciaio inossidabile era stato battuto da Christie’s per 91,1 milioni di dollari, ancora oggi l’opera più costosa di un artista vivente venduta all’asta, ma da quel picco la performance delle opere di Koons nel mercato delle aste è calata di quasi il 60% nell’ultimo decennio, secondo la banca dati Artdai.

Non è la prima volta che Koons fronteggia i costi della vasta macchina produttiva che ha messo in piedi. Nel gennaio 2019 aveva drasticamente ridotto il personale del suo studio, che in passato aveva impiegato fino a 130 tra pittori e scultori al lavoro 24 ore su 24, e aveva affidato parte della produzione a robot e macchinari computerizzati in un laboratorio in Pennsylvania. Tra le ragioni del ridimensionamento la fonte cita anche vendite deludenti, in particolare della serie Gazing Ball, nella quale Koons reinterpretava capolavori della storia dell’arte aggiungendo una sfera di vetro blu.

Il tema della sessualità e del desiderio, ricorrente nell’opera di Koons, era già centrale nella serie Made in Heaven dei primi anni Novanta, in cui l’artista si era ritratto in scene erotiche con la pornostar ed ex parlamentare radicale italiana Cicciolina, da lui poi sposata e dalla quale ebbe un figlio.

Per Christie’s, che ha garantito all’artista un ricavo dalla vendita anche in caso di pezzi invenduti, la collezione rappresenta un colpo nella stagione autunnale delle aste newyorchesi. La rivale Sotheby’s si è recentemente aggiudicata un nucleo di dodici dipinti, tra cui opere di Van Gogh, Cézanne e altri impressionisti provenienti dagli eredi di una fortuna argentina dello zucchero, con una stima complessiva di 450 milioni di dollari.