Al Cpo “Giulio Onesti” di Roma si è svolta la cerimonia dei Collari d’Oro al merito sportivo, la massima onorificenza riservata ai vincitori della medaglia d’oro ai Giochi di Milano Cortina 2026 e a chi ha conquistato il titolo iridato nelle discipline olimpiche e paralimpiche.
Tra i protagonisti gli sport del ghiaccio con Arianna Fontana, Pietro Sighel e Francesca Lollobrigida, e gli sport invernali con Lisa Vittozzi, Giacomo Bertagnoli e Chiara Mazzel, passando per la spada e il fioretto con Marini, Santuccio, Macchi, Errigo e Fiamingo, solo per citarne alcuni.
“Siamo fieri e orgogliosi dei successi raggiunti. L’atleta emerge quando la catena funziona”, ha sottolineato Luciano Buonfiglio, presidente del Coni. Il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, ha aggiunto che “l’impegno del Governo è totale. Investiamo perché ci siano sempre più opportunità di organizzare grandi avvenimenti e sulle infrastrutture nell’ottica di un miglioramento complessivo della nazione”.
I Collari d’Oro hanno offerto anche l’occasione in cui si sono rivisti, seppur senza che ci sia stato nessun confronto, Buonfiglio, Abodi e Malagò, con il commissario Figc seduto in platea, mentre i primi due erano sul palco insieme a Marco Giunio De Sanctis, presidente Cip.
Non hanno partecipato all’evento, pur essendo insigniti del premio, Federica Brignone, Sara Curtis e i tennisti Sara Errani, Matteo Berrettini, Simone Bolelli, Andrea Vavassori, Flavio Cobolli e Lorenzo Sonego. Assente, in modo particolarmente rilevante, Jannik Sinner: l’altoatesino è rimasto a casa in convalescenza per i problemi al ginocchio che lo hanno costretto a fermarsi per tornare in campo solo nel 2027. “Ha fatto la scelta giusta – assicura il capitano dell’Italia, Filippo Volandri, a proposito della decisione di chiudere la stagione e curarsi per il futuro -. Servirà pazienza ma lavora per tornare al massimo. Siamo sicuri che sarà così”.
Tra i premiati figurano inoltre i presidenti Angelo Binaghi, che ha commentato con una frecciata al passato del Coni dicendo “ci ho messo 25 anni a vincere questo premio, forse perché nei 24 anni precedenti non avevamo fatto cose così importanti”, Francesco Ettorre, Giuseppe Manfredi e Stefano Mei, così come le società Fiorentina e Napoli, entrambe nell’anno del centenario.
Sull’argomento del commissariamento della Federcalcio da parte del Coni è intervenuto il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ricordando come “il mondo si divide in imprenditori e prenditori. I politici spesso sono prenditori e quelli che si sono mossi lo erano”. Il ministro Abodi ha risposto definendo la frase di De Laurentiis una “frase fatta senza fondamento” e sottolineando che “il successo del calcio non lo determinano soltanto i presidenti ma soprattutto i milioni di tifosi che chiedono che il calcio sia più vicino alle loro esigenze”.


























































