martedì, Ottobre 20, 2026
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Rovaniemi: Lorenzo Mirandola racconta in un libro la vita a caccia di aurore boreali

Lorenzo Mirandola, ingegnere ambientale e cacciatore di aurore boreali, racconta in un libro la propria esperienza sotto i cieli artici. Quando il cielo si accende – La mia vita a caccia di aurore boreali (Rizzoli, pp. 224, euro 25) sarà in libreria dal 27 ottobre e prenotabile online. Per Mirandola, “L’aurora boreale non si aspetta, si insegue”: una filosofia che ha guidato scelte personali e professionali.

La passione è nata da bambino, racconta all’ANSA: “È nata da una fotografia vista quando avevo sette o otto anni. Credo fosse su una rivista scientifica: c’erano la neve e un cielo nero attraversato dall’aurora. Mi è rimasta dentro una sensazione molto precisa: quella cosa dovevo vederla dal vivo”. Dagli studi di Ingegneria ambientale a Padova all’Erasmus a Oulu, in Finlandia — scelto perché “era la destinazione più settentrionale disponibile” — Mirandola ricorda la prima aurora osservata a settembre 2016: “Ero fuori in maglietta, con pochi gradi, e sono rimasto a guardarla dimenticandomi del freddo. Avevo finalmente davanti qualcosa che immaginavo da bambino. Poi ho cercato il modo di restare in Finlandia. Alla fine, attorno a quella passione ho costruito la mia vita”.

Con oltre 600mila follower su Instagram e più di 210 aurore osservate soltanto nell’ultima stagione, Mirandola è oggi uno dei divulgatori più seguiti del fenomeno. Nel volume, arricchito da fotografie scattate durante le sue spedizioni, racconta le notti trascorse sotto il cielo artico, gli inseguimenti attraverso paesaggi ghiacciati e la scelta di trasformare una passione in una professione. Nonostante gli avvistamenti ripetuti, l’emozione resta intatta: “Continuo a urlare, correre nella neve e perdere la testa quando il cielo esplode. L’esperienza mi ha insegnato a interpretare quello che vedo, ma non mi ha tolto lo stupore. Conosco la fisica del fenomeno, passo ore a studiare dati e previsioni, e poi bastano pochi secondi di aurora per farmi tornare quel bambino davanti alla fotografia”.

Tra i ricordi più intensi Mirandola cita una notte a Ekker›y, nell’estremo nord della Norvegia, quando “enormi tende rosso-magenta ricoprirono il cielo, con colori chiaramente visibili anche a occhio nudo. Ricordo le urla del gruppo e il fatto che, per una volta, nessuno chiedesse come impostare la fotocamera. Guardavamo tutti verso l’alto”.

Il libro affronta anche i falsi miti sull’aurora boreale, a cominciare dall’idea che raggiungere la Lapponia garantisca lo spettacolo. “La realtà – sottolinea l’autore – è ben diversa: occorre interpretare le condizioni meteo, conoscere l’attività solare ed essere pronti a percorrere centinaia di km per trovare il cielo sereno. Molte volte bisogna guidare ore, cambiare paese, scappare dalle nuvole, controllare i venti, l’umidità, il vento solare”, racconta. Mirandola vive a Rovaniemi, in Finlandia, dove insieme a Luisa Schaffner ha dato vita ad Arctic Road Trips, progetto che organizza spedizioni in piccoli gruppi tra Finlandia, Svezia e Norvegia con l’obiettivo di offrire “un’esperienza autentica e rispettosa dell’ambiente artico”.

Sulle prospettive per la prossima stagione invita alla prudenza: “L’intensità dell’attività solare non garantisce necessariamente uno spettacolo migliore”. Nel libro sfata anche altre convinzioni diffuse, come l’impossibilità di osservare l’aurora durante la luna piena o la necessità di un indice geomagnetico elevato. Per chi desidera organizzare un viaggio indica due periodi particolarmente suggestivi: da fine agosto a metà novembre, quando i colori dell’aurora si riflettono nei laghi, e da metà gennaio ai primi di aprile, quando i paesaggi innevati rendono l’esperienza ancora più spettacolare.

“Fate le fotografie, certo, ma a un certo punto abbassate il telefono. Guardate come si muove l’aurora, seguitela con gli occhi”, conclude l’autore.