martedì, Ottobre 20, 2026
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Verona, disordini in centro storico: oltre 60 identificati e sei denunciati

Ieri pomeriggio il centro storico di Verona è stato teatro di una serie di disordini che hanno richiesto l’intervento della Polizia di Stato e della polizia locale. Il bilancio delle operazioni parla di oltre 60 persone identificate, sette accompagnate in Questura e sei denunciate all’autorità giudiziaria per reati diversi.

I primi episodi si sono registrati intorno alle 16.40 nei pressi di piazza San Nicolò, dove si era radunata una quarantina di giovani. Alcuni, con il volto parzialmente coperto, sono stati sorpresi a rovesciare un cassonetto dei rifiuti che è poi stato cosparso di benzina.

La tensione è tornata a salire intorno alle 18.30, quando circa un centinaio di persone si è radunato sulla scalinata del Palazzo della Gran Guardia, in piazza Bra. Contemporaneamente gli agenti della Digos hanno individuato una trentina di militanti di estrema destra riuniti nella vicina via Menin. La Questura scaligera ha disposto misure di contenimento che hanno evitato il contatto tra i due gruppi e scongiurato possibili scontri; non si sono registrati feriti.

Un ulteriore assembramento è stato segnalato intorno alle 19.15 in piazza Pradaval: circa quaranta giovani, alcuni dei quali erano in possesso di estintori. Nella stessa zona sono stati appiccati principi d’incendio a due cestini dei rifiuti, rapidamente spenti dagli agenti delle Volanti.

Durante le operazioni di identificazione i poliziotti hanno anche constatato il danneggiamento di un’autovettura della Questura con livrea di serie; secondo i primi accertamenti il danno sarebbe stato provocato dal lancio di una bottiglia di vetro.

Al termine degli interventi sette persone sono state accompagnate in Questura — sei minorenni e un maggiorenne, italiani e stranieri residenti nella provincia di Verona — e sei di loro sono state denunciate, a vario titolo, per tentato incendio, blocco stradale, getto pericoloso di cose, travisamento, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e ricettazione.

Le indagini proseguono: gli investigatori stanno esaminando le immagini degli impianti di videosorveglianza e i filmati diffusi sui social network e online per ricostruire nei dettagli quanto accaduto e individuare eventuali ulteriori responsabilità.