Nella lettera firmata Celso Vassalini, un cittadino si rivolge a un dirigente della questura per esprimere apprezzamento e solidarietà dopo gli avvenimenti di ieri, quando il dirigente e i suoi uomini e donne si sono trovati ad affrontare «una delle situazioni più difficili e drammatiche degli ultimi anni».
Vassalini sottolinea la professionalità e la lucidità con cui sono stati gestiti quei momenti, evidenziando la capacità di non perdere la pazienza anche di fronte a ragazze e ragazzi che, con parole e comportamenti, hanno dimostrato mancanza di rispetto verso chi indossa una divisa e lavora quotidianamente per garantire la sicurezza e la libertà di manifestare.
Il tono della lettera definisce chiaramente alcuni partecipanti come «vandali», un termine che l’autore ritiene appropriato e per il quale esprime sostegno al dirigente. Contemporaneamente Vassalini rassicura che molti uomini e donne presenti nella manifestazione non condividono quelle condotte: «Se da una parte ci sono il vandalismo e la violenza, dall’altra c’è una generazione che non accetta la prepotenza e che si dissocia con forza da quelle violenze».
L’autore osserva inoltre che «dove c’è odio troppo spesso non vediamo incappucciati, maschere e caschi per nascondersi» e si conclude con un messaggio di solidarietà rivolto al «lavoratore garante della mia libertà e di espressione» e anche ai negozianti, accompagnato da un ringraziamento.
Firma: Celso Vassalini.































































