Nel mondo urge pace. In ogni angolo della Terra.
Senza intervenire sui grandi conflitti che insanguinano il pianeta, l’attenzione si sposta su una guerra quotidiana che si osserva nelle città e sulle strade interurbane: lo scontro tra ciclisti e automobilisti, sempre più spesso esteso anche a chi guida monopattini.
L’ostilità tra utenti della strada raramente sfocia in episodi estremi come quelli attribuiti alla banda romana della minicar che assalta bici e monopattini, ma rimane comunque pericolosa. Le tensioni sono per lo più verbali, con insulti, gestacci, maledizioni e strombazzate di clacson che si registrano di frequente ovunque.
È inutile cercare colpevoli: il fenomeno nasce da atteggiamenti opposti e dalla difficoltà di convivenza. Chi guida un’auto spesso si sente padrone della strada, mentre chi va in bici raramente procede in fila indiana, e da questo contrasto scaturiscono i conflitti.
A peggiorare la situazione concorrono le pessime condizioni delle strade: carreggiate strette e piene di buche costringono tutti a condividere lo stesso spazio, aumentando il rischio di incidenti.
Serve trovare modalità di convivenza sulla strada per evitare che l’ostilità quotidiana si trasformi in qualcosa di più grave: altrimenti rischiamo di farci molto, molto male. Tutti.































































