Si è svolto il 15 ottobre nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, presso il Senato della Repubblica a Roma, il convegno “(DIS)FARE IMPRESA – Dalla crisi alla rinascita: il confronto tra imprese, istituzioni e legislatore per costruire il futuro”. L’iniziativa ha messo al centro il tema di come accompagnare le imprese in difficoltà e permettere agli imprenditori meritevoli di tornare a investire, creare lavoro e generare valore.
Tra gli interventi, quello di Alessia Bertolotto, imprenditrice, giornalista e direttore generale del Gruppo Marcopolo, che ha raccontato l’esperienza di Marcopolo e Paneco Ambiente, descritta anche nel libro “(DIS)FARE IMPRESA”. La testimonianza ha sottolineato come nelle crisi aziendali non ci siano solo bilanci e procedure, ma persone, competenze e responsabilità che possono rimanere risorse per il sistema produttivo. Superare una crisi, è stato osservato, significa creare condizioni per costruire un nuovo futuro.
Il senatore Mario Turco ha presentato una proposta normativa volta a rafforzare gli strumenti a disposizione degli imprenditori che intendono ripartire dopo una crisi. Tra le misure indicate figurano la riduzione a 18 mesi dei tempi per l’esdebitazione degli imprenditori meritevoli, la tutela della prima casa e interventi sulle segnalazioni nelle Centrali Rischi per evitare che chi ha operato un risanamento continui a essere penalizzato nell’accesso al credito.
La proposta include inoltre l’istituzione dei Centri per la Seconda Opportunità e di una Rete dei Mentor Manager per accompagnare gli imprenditori nelle fasi di recupero e rilancio. È previsto anche il fondo “Restart Italia”, con una dotazione indicata di 100 milioni di euro annui destinati a microprestiti e co-investimenti, oltre ad agevolazioni fiscali per i primi 24 mesi delle nuove attività e servizi di supporto che comprendono formazione e assistenza psicologica e sociale. È stato sottolineato come l’effettivo funzionamento di queste misure dipenderà dall’iter legislativo e dalle disposizioni eventualmente approvate.
Dal confronto è emerso un messaggio chiaro: fare impresa comporta rischi e decisioni in mercati incerti, e quando una crisi non deriva da comportamenti fraudolenti o irresponsabili la possibilità di ripartire può rappresentare un valore per la collettività. Le difficoltà non riguardano solo la chiusura di un’attività, ma possono tradursi in perdita di fiducia da parte del sistema bancario, impossibilità di accesso a nuovi finanziamenti e isolamento che ostacola l’avvio di nuovi progetti.
Per questo il dialogo tra imprese, istituzioni e legislatore è stato valutato cruciale. La seconda opportunità non è vista come un premio per chi ha fallito, ma come uno strumento per recuperare competenze, iniziativa e capacità imprenditoriale che altrimenti rischierebbero di andare perdute.
L’esperienza portata da Alessia Bertolotto e il confronto sulle proposte normative hanno messo in luce la necessità di guardare oltre la gestione dell’emergenza e di costruire condizioni in cui la crisi possa trasformarsi in occasione di cambiamento, riorganizzazione e crescita. Il futuro dell’impresa italiana, secondo i partecipanti, passa anche dalla capacità di riconoscere che una battuta d’arresto non deve necessariamente coincidere con la fine di una storia imprenditoriale.
C. S.































































