Il movimento “Italia in Piazza”, collegato agli scontri a Milano, tiene viva la discussione su un gruppo Telegram caratterizzato da “uno dei 14mila messaggi” che compongono la chat, che si alimenta incessantemente di nuovi interventi.
Dalla lettura delle conversazioni emerge una netta prevalenza di posizioni critiche verso le devastazioni del fine settimana. Messaggi presenti nella chat definiscono chi ha danneggiato i negozi con frasi come: “Chi spacca le vetrine è un povero scemo senza possibilità di replica”; altri invitano a distinguere l’obiettivo della partecipazione alle manifestazioni: “Tu stai là per altro, non per rubare ai negozi, bisogna pensare a organizzare altre manifestazioni e a fare più rumore”. Non mancano osservazioni che descrivono gli aggressori come persone che approfittano della situazione: “È gente che esce di casa e si butta nella manifestazione per assaltare”.
Tra i commenti si registra anche preoccupazione per l’impatto economico dei disordini: “Non hanno colpito solo le multinazionali ma anche i piccoli negozietti”. Alcuni utenti respingono l’idea di attacchi mirati alle catene, chiedendo soluzioni diverse: “E cosa facciamo, andiamo ad attaccare con le molotov ogni catena che guadagna tanto solo perché ha l’assicurazione e non fallisce? Ci sono altri modi di protestare”. Parallelamente emergono nelle conversazioni timori legati al caro vita e alle difficoltà delle regioni del Sud, a cominciare dai problemi degli agricoltori.
Accanto a queste posizioni, nella chat c’è una minoranza che giustifica gli atti violenti, soprattutto contro le multinazionali. In un vocale qualcuno rivendica i fatti pur criticando i danni ai piccoli negozi “che non se li meritano”. Altri sostenitori richiamano esperienze estere con parole del tipo: “Sono tutti ragazzini arrabbiati guidati dal riscatto sociale. Ben venga il caos, l’ordine sociale non ha funzionato”. In alcuni messaggi si leggono anche proposte di metodi violenti per fermare i partecipanti agli scontri: “Se si vuole evitare casino bisogna fare delle squadre che devono massacrare di botte gli immigrati”.




























































