L’Autorità nazionale anticorruzione ha indicato che trust e intestazioni fiduciarie devono essere riportati nella dichiarazione patrimoniale di chi ricopre incarichi politici o lavora nella pubblica amministrazione. La nuova delibera entrerà in vigore non appena sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
La questione era emersa la scorsa estate in relazione a un trust con cui il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, partecipava alla società di consulenza Finalter, su cui la procura aveva svolto accertamenti. Successivamente Sala ha estinto quel trust.
La delibera punta a rafforzare il principio di trasparenza inteso come accessibilità dei dati sulla consistenza economico-patrimoniale di chi detiene una carica pubblica, con l’obiettivo di rendere noti tutti gli interessi economici dell’amministratore e valutare se le sue decisioni possano favorire interessi personali.
Per quanto riguarda i trust, la delibera stabilisce che vanno inseriti nella dichiarazione patrimoniale quando il disponente mantiene controllo e accesso automatico sulla consistenza del fondo. In tali casi il disponente deve dichiarare i beni (mobili iscritti nei pubblici registri e/o immobili) e le partecipazioni e quote detenute in società, fatta eccezione per le situazioni in cui il disponente non conservi alcuna conoscenza del patrimonio del trust.
Le intestazioni fiduciarie, invece, devono sempre essere indicate nella dichiarazione patrimoniale. Le informazioni da dichiarare riguardano i beni (mobili e/o immobili), la natura del diritto esercitato e, per le quote o partecipazioni societarie, il numero e la denominazione della società.



























































