Meta ha modificato la formulazione del prossimo aggiornamento delle regole commerciali rivolte alle aziende iscritte ai suoi social, a seguito delle polemiche emerse nei giorni scorsi. Il testo originario, che sarebbe entrato in vigore dal 30 ottobre, sembrava concedere automaticamente al gruppo di Menlo Park il permesso di utilizzare software automatizzati per estrarre dati dai siti web collegati agli account aziendali, con l’obiettivo di addestrare i propri sistemi di intelligenza artificiale.
Durante il fine settimana l’azienda è intervenuta per precisare i limiti della misura. Daniel Roberts, portavoce della compagnia, ha dichiarato a The Verge: “Vi abbiamo ascoltato e vogliamo chiarire: i termini si applicano solo ai nostri annunci e prodotti business. Non si tratta di estrarre dati dai siti di notizie e questi aggiornamenti non ci conferiscono nuovi diritti che prevalgano su tali preferenze”.
La novità non cambia le modalità di utilizzo dei software di scansione: i webmaster manterranno la possibilità di indicare le proprie preferenze e di bloccare le letture automatiche. La formulazione iniziale del documento, che autorizzava la creazione di credenziali di prova e l’uso di software automatizzati per accedere, indicizzare e analizzare pagine web, aveva sollevato preoccupazioni tra diversi esperti legali, i quali avevano ipotizzato un’acquisizione a costo zero di grandi quantità di articoli giornalistici.
Con l’attuale revisione Meta punta a smorzare i timori legati a violazioni del diritto d’autore, pur mantenendo la possibilità di raccogliere dati dai siti web per alimentare i propri processi di profilazione e targeting pubblicitario.


























































