La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di Rosalia Musto, 49enne di Aversa, confermando la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, per bancarotta fraudolenta.
Musto, imprenditrice e amministratrice della Iemme Group Srl, era accusata di avere distratto beni e ricavi della società, tra cui il ricavato della vendita di un autocarro che non risultò nell’inventario fallimentare.
La difesa contestava presunte contraddizioni nella motivazione della sentenza della Corte d’Appello di Napoli. Per la Corte di Cassazione il ricorso è invece infondato: la cessione del veicolo sarebbe avvenuta dopo la dichiarazione di fallimento, quando la donna era consapevole delle conseguenze della sua condotta sul patrimonio destinato a garantire i creditori.




























































