No secco al trasferimento degli autisti e dei mezzi. Le organizzazioni sindacali, nell’incontro che si è tenuto in Provincia nella mattinata che ha visto i lavoratori scioperare per 4 ore, hanno ribadito il loro diniego sull’esternalizzazione del 10,5% di Tpl Linea e sulla previsione del passaggio di personale e mezzi al futuro gestore privato.
In base al contratto di servizio in house del 2023 e agli obblighi della normativa nazionale, la Provincia ha deciso di avviare l’operazione di esternalizzazione. L’iter si presenta però complesso: occorrerà individuare il 10% dei servizi da affidare a terzi senza creare squilibri economici per Tpl e garantendo piena integrazione fra il gestore storico e il nuovo affidatario, soprattutto su orari, tariffe e livelli di servizio.
Il Tar della Liguria, con la sentenza del 30 settembre su diffida presentata da Erreviaggi, ha ordinato alla Provincia di indire entro 180 giorni la procedura ad evidenza pubblica. Entro e non oltre il 13 novembre tutti i soggetti interessati potranno formulare osservazioni.
I sindacati hanno espresso perplessità anche su altri aspetti: “La Provincia è un organo di controllo e come mai non sono intervenuti? Perchè non si preoccupano anche della bigliettazione elettronica che è un fallimento con la nuova carta? Entro un mese ci avevano detto che il problema sarebbe stato risolto e invece è tutto fermo”, ha dichiarato Massimo Nari, Filt Cgil. “Noi non abbiamo intenzione di fare accordi sul trasferimento del personale perché non ci sono esuberi (in totale sono 320 autisti più quelli in servizio sugli scuolabus che sono in totale 44). Noi non siamo contro l’esternalizzazione ma cerchiamo di mettere delle regole”.
“Questo sciopero che non piace nè a noi, nè agli utenti, era però inevitabile perché ci sono molteplici criticità e abbiamo chiesto di depennare dal discorso esternalizzazione gli autisti così come i mezzi”, ha detto Marco Bocca, segretario Uiltrasporti, aggiungendo che è stato invitato a tenere “un tavolo aperto”. Giovanni Battista Sirombra, rsu e Sial Cobas, ha annunciato che “il 4 novembre incontreremo l’azienda e faremo le nostre osservazioni e abbiamo chiesto di escludere dal bando gli autisti, i mezzi e vogliamo capire le condizioni del capitolato”.
Il servizio oggetto di affidamento comprende le linee 12, 13, 16, 17, 18, 28, 29, 38, 39, 73, 76, 86, 92, 93, 40 (solo il 6%) e 40/ (solo il 2%).
Per il parco mezzi è stato stimato un numero minimo indicativo di 19 autobus necessari per garantire il servizio nel periodo di picco; a questo valore è stato aggiunto un 15% di scorta per fermo ordinario o straordinario, per un parco mezzi minimo stimato pari a 22 vetture. A seguito di una consultazione preliminare, il gestore uscente ha dichiarato la volontà di mettere a disposizione 14 autobus, di cui 3 effettivamente circolanti sulle linee oggetto di affidamento.
Sul piano del personale è prevista una clausola sociale che garantisce la continuità dei rapporti di lavoro e l’applicazione dei contratti collettivi nazionali di settore e della contrattazione di secondo livello. Tpl Linea ha manifestato la disponibilità a trasferire una quota del proprio personale al futuro affidatario; il numero e i nominativi delle risorse interessate saranno individuati attraverso la consultazione delle organizzazioni sindacali, che si svolgerà parallelamente alla consultazione pubblica. Il personale amministrativo è stato ipotizzato pari al 10% del personale di guida; non sono stati considerati gli addetti alla manutenzione, ipotizzata completamente esternalizzata. In base a queste ipotesi, sarebbero previsti 30 autisti, due addetti al deposito e ai movimenti e 3 amministrativi.
Tpl metterà a disposizione del subentrante i depositi attualmente utilizzati per il servizio in locazione, indicando un costo unitario mensile; le sedi individuate sono quelle di Cisano sul Neva e di Savona. La data di avvio del servizio è stata ipotizzata al 1° gennaio 2028.




























































