La banca centrale di Mauritius ritiene probabile che l’inflazione superi entro fine anno il limite superiore del 2-5%, a causa del persistere delle tensioni sui prezzi dell’energia e dei generi alimentari legate all’instabilità geopolitica in Medio Oriente.
In un’intervista a Bloomberg, la governatrice della Bank of Mauritius, Priscilla Muthoora Thakoor, ha detto che le future decisioni sui tassi d’interesse dipenderanno molto dalla durata delle pressioni inflazionistiche e da quanto peso queste avranno sull’economia domestica.
Come ovunque, anche a Mauritius il protrarsi del conflitto che coinvolge l’Iran ha mantenuto elevati i prezzi dei carburanti e degli alimentari, aumentando il rischio che l’inflazione esca dalla fascia-obiettivo della banca centrale. La banca aveva già avvertito ad agosto che i rischi per l’inflazione restavano “fortemente orientati al rialzo”.
Nell’ultima riunione di politica monetaria l’istituto ha lasciato invariato il tasso di riferimento al 4,75%, adottando un approccio prudente e dipendente dai dati economici a venire.
L’economia dell’isola dell’Oceano Indiano continua a beneficiare della solidità del turismo e dei servizi finanziari, ma l’aumento dei prezzi delle importazioni rappresenta una sfida particolare per un Paese fortemente dipendente da energia e beni di consumo in arrivo dall’estero.


























































