Autotrasportatori pugliesi sono scesi in strada oggi a Bari per protestare contro il caro carburanti e chiedere interventi urgenti a tutela delle imprese del settore. Numerosi tir si sono fermati a Parco Perotti, nei pressi della sede della Regione Puglia.
Tra i manifestanti anche gli operatori del consorzio Acar (Altamura Consorzio Autotrasportatori Riuniti), partiti da Altamura per raggiungere il capoluogo regionale. A rappresentarli è il presidente Vito Tafuni, alla guida di una realtà che riunisce circa sessanta aziende e conta complessivamente mille mezzi.
Al centro della mobilitazione ci sono i rincari del carburante e le conseguenze economiche per le imprese di autotrasporto. Secondo Tafuni, «tra gennaio e settembre i costi sono aumentati di quasi duemila euro al mese per ciascun mezzo», una crescita che mette sotto pressione le attività del comparto.
«È un grande disagio che non riguarda solo la Puglia ma tutto il Paese, perché è vero che parliamo di caro carburante ma è anche vero che diventa caro vita perché il nostro è un settore complementare a tutte le imprese e gli aumenti che sopportiamo noi hanno ripercussioni sui consumatori finali», ha affermato il presidente del consorzio, sottolineando come le difficoltà non riguardino solo le singole aziende ma possano incidere sui prezzi dei beni destinati ai consumatori.
La richiesta rivolta alla Regione è l’apertura di un confronto stabile con gli operatori. «Per questo manifestiamo oggi e chiediamo al presidente Decaro di istituire un tavolo permanente di crisi», ha spiegato Tafuni, indicando nel tavolo uno strumento per mantenere «un dialogo costante con le istituzioni».
I manifestanti hanno esposto cartelli di protesta sui mezzi parcheggiati a Parco Perotti, tra cui quello con la scritta «Tu mi blocchi il futuro, io ti blocco il presente», per esprimere il proprio malcontento. Gli stessi autotrasportatori hanno riconosciuto le difficoltà provocate dalla mobilitazione: «Sappiano che le proteste come queste creano disagi», ha precisato Tafuni, ribadendo tuttavia la necessità di richiamare l’attenzione delle istituzioni.
Il presidente di Acar ha infine rivolto un appello anche al Governo nazionale, chiedendo al ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, «risposte tempestive».




























































