A Roma, nell’ambito della Festa del cinema, si è svolto l’incontro “La mia voce, il mio volto, il mio algoritmo: difendere l’identità artistica nell’era dell’IA”, dedicato alla tutela dell’identità artistica nell’era dell’intelligenza artificiale generativa. L’evento, organizzato dal Nuovo Imaie, ha riunito artisti, istituzioni ed esperti per discutere di deepfake, manipolazione e clonazione della voce e del volto.
“Dobbiamo capire come comportarci d’ora in avanti e che gestione vogliamo fare del nostro patrimonio creativo e musicale che l’IA sta vampirizzando”, ha detto Andrea Miccichè, presidente del Nuovo Imaie. Gianmarco Tognazzi, attore e portavoce del settore audiovisivo del Nuovo Imaie, ha aggiunto: “Sull’intelligenza artificiale va fatta una battaglia di principio, non solo legata alla remunerazione. Non dobbiamo cadere nell’errore di pensare che si possa gestire, trovando un compromesso economico. L’IA è un servizio tecnico che non deve sostituire o usurpare”.
Tra gli intervenuti, l’attore e doppiatore Luca Ward — tra i primi in Italia a registrare la propria voce come marchio sonoro all’Ufficio Ue per la proprietà intellettuale (Euipo) — ha sottolineato come la questione riguardi tutti: “La discussione sui deepfake non riguarda solo gli artisti, gli attori, i cantanti e i personaggi pubblici come i politici, ma anche le persone comuni. Tutti possiamo cadere in un tranello, giovani e anziani, c’è un danno economico e psicologico”. Ward ha poi citato l’esempio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, anch’essa riportata come aver registrato la propria voce all’Uipo, per sollecitare una maggiore rapidità normativa: “Cominciamo ad andare veloci con le leggi perché chi usufruisce di questa tecnologia ‘pista’ e ha il terrore che i paesi facciano delle regole”.
Il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, ha annunciato la pdl 3114, presentata lo scorso 18 settembre, nata “sulla base di una IA antropocentrica, così come ha delineato il Papa nella sua enciclica Magnifica Humanitas”. La proposta di legge si concentra su manipolazione e clonazione non autorizzata del volto e dei tratti identitari tramite IA, tutela della voce e della prestazione degli artisti da riproduzioni o sintesi vocali non consensuali, e sulla riconoscibilità dei contenuti generati o modificati dall’IA mediante watermarking. Mollicone ha detto che a breve inizierà un ciclo di audizioni per coinvolgere tutte le categorie interessate.
Secondo il senatore del Pd Antonio Nicita, “Il tema dell’intelligenza artificiale è politicamente trasversale. È necessaria una regolamentazione degli algoritmi e un sovranismo digitale linguistico, la Francia è stata pioniera”.
Apre i lavori la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, che ha affermato come il governo abbia “messo sempre più regole per tutelare la creatività umana e tutto quello che è possibile fare in questo senso, sarà fatto”. In collegamento la commissaria Agcom Laura Aria ha osservato: “L’innovazione non può prosperare in assenza di fiducia. E la fiducia richiede regole, trasparenza e garanzie effettive”. Il sottosegretario all’Editoria e all’Informazione Alberto Barachini ha aggiunto: “Va preservato il rapporto di fiducia con il cittadino che non sa più cos’è vero e cosa non lo è. Questo coinvolge anche la tutela dei diritti di chi produce e interpreta contenuti”.
Hanno partecipato anche la vicepresidente Apa Gabriella Buontempo, la consulente legale dell’Anica avvocata Chiara Dellacasa e il professore Giorgio Assumma, che ha parlato di “tensione da IA, un problema che va affrontato con pazienza, trovando gli strumenti giuridici necessari”.

























































