Eskom, il colosso elettrico statale del Sudafrica che ha dominato per oltre un secolo il mercato nazionale dell’energia, si prepara a una profonda trasformazione per adattarsi alla liberalizzazione del settore e all’arrivo di nuovi operatori privati. Lo ha detto l’amministratore delegato Dan Marokane in un’intervista a Bloomberg Television.
“Abbiamo abbandonato l’idea di possedere tutto o fare tutto da soli”, ha affermato Marokane, riconoscendo che la storica posizione dominante dell’azienda è destinata a ridursi con la separazione delle attività di generazione, trasmissione e distribuzione e con l’apertura del mercato alla concorrenza privata.
Per compensare le perdite di mercato previste, Eskom individua nuove opportunità commerciali: la fornitura di energia a data center, infrastrutture per l’intelligenza artificiale, veicoli elettrici e ad attività ad alto consumo energetico come il mining di criptovalute.
La svolta viene dopo anni segnati dai blackout programmati, il cosiddetto “Load Shedding”, che hanno frenato la crescita economica del Paese. Secondo Marokane, la situazione operativa è oggi stabilizzata e Eskom dispone di una capacità produttiva in eccesso compresa tra tre e cinque gigawatt.
Il miglioramento è stato attribuito sia ai progressi interni nella gestione sia alla crescente diffusione di pannelli solari e sistemi di accumulo installati privatamente da aziende e famiglie. L’azienda punta inoltre ad aumentare le esportazioni di elettricità verso i mercati regionali, in particolare Zambia e Repubblica Democratica del Congo, dove la domanda è sostenuta dall’espansione dell’industria mineraria.


























































