martedì, Ottobre 20, 2026
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Madagascar: a un anno dal golpe cresce l’influenza russa sull’isola

A due giorni dal primo anniversario dell’insediamento del colonnello Michael Randrianirina alla guida del Madagascar, avvenuto il 17 ottobre 2025 dopo il colpo di Stato che rovesciò il presidente Andry Rajoelina, l’isola affronta un rafforzamento dell’influenza russa e il mancato completamento di molte riforme promesse.

Le manifestazioni scoppiate un anno fa, alimentate da carenze croniche di acqua ed elettricità e da richieste di maggiore trasparenza e giustizia sociale, avevano mobilitato in particolare la cosiddetta “Generazione Z” e avevano portato al crollo dell’esecutivo. A distanza di dodici mesi, numerose riforme politiche attese dai manifestanti restano incomplete.

L’attenzione degli osservatori internazionali è ora concentrata sui rapporti tra Antananarivo e Mosca. Secondo un’inchiesta pubblicata dal progetto All Eyes On Wagner, ripresa da Radio France Internationale, la Russia avrebbe accelerato nei mesi successivi all’arrivo della nuova giunta la propria penetrazione politica, economica e militare nel Paese.

Gli analisti segnalano in particolare il rafforzamento dei legami militari, comprese forniture di equipaggiamenti e cooperazione nel settore della sicurezza, e indicano un crescente interesse di Mosca per infrastrutture strategiche nell’Oceano Indiano, tra cui un porto ritenuto di rilevanza geo-strategica per le rotte marittime regionali. Il Madagascar, quarto Paese più grande del mondo per estensione insulare e posto in una posizione strategica lungo le principali rotte dell’Oceano Indiano occidentale, potrebbe così diventare uno dei nuovi fronti della competizione geopolitica tra potenze esterne in Africa.