martedì, Ottobre 20, 2026
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Varazze, 23 ottobre: Vacchiano parla di foreste, climate change e gestione

In collaborazione con il Comune, la Comunità “Laudato sì”, aggregata intorno alla Fraternità Francescana dei Frati Minori della Chiesa San Giacomo in Latronorio, ha annunciato il ciclo di incontri intitolato “AttraversaMenti”. Il nome richiama sia il periodo di transizione storico in corso sia la disponibilità al “farsi attraversare” dall’ascolto delle testimonianze proposte negli appuntamenti.

Secondo la Comunità, l’iniziativa «è rivolta a tutti coloro che sono convinti sia necessario attuare un cambiamento dei propri stili di vita personali per arrivare dal basso ad una conversione delle scelte politiche locali e globali in una logica di “tutto connesso”». Nel comunicato si osserva inoltre come, all’analisi attuale della crisi globale, i «sintomi ambientali» del cambiamento climatico e della perdita di biodiversità risultino evidenti e che la Terra manifesti «segni di un manifesto squilibrio causato dalla pressione antropica».

Il primo incontro si terrà venerdì 23 ottobre alle ore 20:45 presso la Fraternità ai Piani di San Giacomo. Interverrà il professor Giorgio Vacchiano, docente di Gestione e Pianificazione Forestale presso l’Università degli Studi di Milano, sul tema “Foreste e climate change – Proteggere, ripristinare, gestire i boschi”.

Le ricerche di Vacchiano riguardano lo sviluppo di modelli di simulazione a sostegno della gestione forestale sostenibile e delle strategie di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, lo studio dei disturbi naturali nelle foreste temperate europee e la gestione dei boschi a seguito di incendi e tempeste di vento. Per questo lavoro, nel 2018 è stato indicato dalla rivista Nature come uno degli undici scienziati emergenti nel mondo. Si occupa inoltre di didattica e comunicazione della scienza, raccontando in maniera chiara, semplice e comprensibile l’emergenza ambientale.

Nel presentare il tema, Vacchiano osserva: «Siamo abituati a pensare che le foreste siano statiche, che stiano lì, immobili, da sempre ma non è così. Semplicemente vivono e cambiano ad un ritmo più lento del nostro. Tuttavia c’è un momento in cui abbiamo la possibilità di apprezzarne il cambiamento e, ironia della sorte, è proprio quando vi si abbatte una calamità o, come si dice in ecologia, un ‘disturbo’».

«Che sia un incendio, un’alluvione o un’eruzione — prosegue l’esperto — ciò che segue non è l’estinzione totale. Disturbi di questo tipo sconvolgono un ecosistema ma al tempo stesso aprono lo spazio a specie per cui prima era impossibile vivere in quel contesto». Vacchiano fa esempi concreti: «Le orchidee muoiono all’ombra fitta degli alberi ma proliferano nei terreni aperti e assolati. Le aquile battono le foreste disastrate perché senza gli alberi godono di maggiore visibilità sulle prede a terra».

Il docente indica inoltre come, dal parco nazionale di Yellowstone alle foreste delle isole Haida Gwaii fino alla piemontese Val Sessera, ogni bosco racconti «storie di connessioni tra alberi e alberi, alberi e animali, alberi e acqua o aria o fuoco, tra alberi e uomini, tra uomini e uomini», dimostrando quanto siamo immersi negli ecosistemi che ci danno la vita.

«Le storie che Vacchiano racconta parlano di piante, boschi e foreste ma soprattutto di noi, di come sapremo immaginare il nostro futuro in relazione all’ambiente che ci circonda», conclude la Comunità “Laudato sì”.