martedì, Ottobre 20, 2026
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Michele Rea: spero che la serie su mia sorella Melania aiuti a riconoscere la violenza

È uno dei casi di femminicidio rimasti nella memoria collettiva: Melania Rea, 29 anni, fu uccisa nel 2011 con 35 coltellate. Per quell’omicidio fu arrestato e condannato il marito, il caporal maggiore dell’esercito Salvatore Parolisi. Melania, giovane mamma di Somma Vesuviana, lasciò una figlia che all’epoca del delitto aveva un anno e mezzo.

La vicenda torna in televisione nella serie Melania Rea, in arrivo su HBO Max dal 6 novembre e presentata in anteprima alla Festa del cinema di Roma. La produzione è un HBO Original in quattro episodi, diretta da Stefano Mordini e interpretata da Maria Esposito e Daniele Rienzo. Il progetto, prodotto da Simona Ercolani e Teresa Carducci, è stato realizzato con il benestare della famiglia Rea.

In conferenza stampa è stato fatto ascoltare un messaggio audio di Michele Rea, fratello di Melania: “Dietro a una vicenda raccontata sullo schermo c’è una realtà che non può essere dimenticata, c’è una famiglia che ha perso una figlia, una sorella, una persona amata. C’è un vuoto che nessuna parola può colmare, è un dolore con cui si impara giorno dopo giorno a convivere”. Michele Rea ha inoltre auspicato che la serie non si fermi “soltanto alla tragedia” ma aiuti a “comprendere quanto sia importante riconoscere i segnali della violenza, non giustificare mai il controllo, la paura e la sopraffazione, e non voltarsi dall’altra parte quando qualcuno chiede aiuto”. E ha aggiunto: “Nessuna forma di amore può trasformarsi in possesso, nessuna relazione può togliere a una persona la libertà, la dignità e il diritto di vivere. A chi guarda questa serie chiedo una cosa semplice, ma per me fondamentale: non considerate quella di Melania soltanto una storia da vedere, ma una vita da ricordare e una lezione da custodire”.

Maria Esposito, interprete di Melania e all’epoca dei fatti ottenne l’età di otto anni, ha raccontato di essersi confrontata con la madre durante il processo e di aver lavorato con regista e sceneggiatura per restituire il personaggio: “Mia mamma ha seguito tutto il processo — racconta l’attrice — Con l’aiuto di Stefano, Daniele e della sceneggiatura e ho cercato semplicemente di mettere tutto il mio cuore nel raccontare questo personaggio”. Esposito ha sottolineato anche il senso di responsabilità verso il pubblico giovane che la segue.

La serie gode del patrocinio di Fondazione Una Nessuna Centomila. A completare il progetto c’è il contributo di BigMama, del Laboratorio Artistico della Fondazione, con l’inedito “Cicatrice”, brano che accompagna i titoli di coda dell’episodio finale. “Nella mia canzone che ho scritto in realtà due anni fa per un’altra persona molto vicina a me, ho cercato di far capire che non siamo delle storie, non siamo dei racconti, non siamo sempre delle vittime. Dietro al nome legato al fatto di cronaca c’è una donna, una mamma una sorella una figlia”, si legge nella presentazione del contributo musicale.

Per il regista Stefano Mordini, che in carriera ha affrontato altri casi eclatanti, una storia di questo tipo richiede approccio rigoroso: va trattata “con precisione, con emotività, con attenzione — sottolinea — con le domande giuste”. Doriana Leondeff, cosceneggiatrice insieme a Mariano Di Nardo, Gloria Mottarelli e Bianca Rondolino, ricorda che nel 2011 la parola “femminicidio” “non faceva parte del lessico giudiziario” e definisce la vicenda “la storia di una relazione che ripercorre in un modo veramente impressionante, quasi da manuale, proprio tutte le fasi canoniche attraversate da una donna che prima viene messa sul piedistallo” e poi subisce “un’opera di denigrazione e demolizione: viene ingannata, trattata come se fosse una pazza, isolata da tutti i suoi affetti, fino alle minacce e al ricatto emotivo” prima della violenza finale. Leondeff conclude osservando che l’unica colpa di Melania “è quella di aver creduto alla favola del Principe Azzurro” che, a suo dire, “ha fatto più danni secondo me e più vittime di tutti i più grandi dittatori della storia”.