martedì, Ottobre 20, 2026
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Shabwa (Yemen), attacco Houthi a campo militare: almeno 53 morti e 200 feriti

Oltre 50 morti e circa 200 feriti in un attacco contro un campo militare nel sud dello Yemen, nella provincia di Shabwa: è il bilancio provvisorio di uno degli episodi più sanguinosi nella recente escalation tra i ribelli Houthi e la coalizione guidata dall’Arabia Saudita. La situazione ha spinto Riad a rinviare, a causa dei raid degli Houthi, la Future Investment Initiative — la cosiddetta “Davos nel deserto” — che era prevista per la prossima settimana e slitterà all’anno prossimo.

Le milizie sostenute dall’Iran hanno lanciato tre missili balistici contro il campo militare di al-Alam, nel distretto di Jardan, uccidendo almeno 53 soldati e ferendone altri 200. Le vittime erano reclute in addestramento per entrare a far parte delle forze di sicurezza interna: facevano parte di una formazione di recente costituzione denominata Rapid Intervention (Intervento rapido), incaricata di difendere la zona. I razzi hanno colpito mentre le reclute erano schierate in formazione per una sessione di addestramento.

“Questo sanguinoso e proditorio attacco ha preso di mira nuove reclute nella fase di addestramento e preparazione ed è considerato una gravissima escalation militare e un’aperta aggressione contro la sicurezza e la stabilità della provincia di Shabwa”, ha dichiarato il governo provinciale. Le autorità locali hanno chiesto al presidente dello Yemen, alla coalizione guidata da Riad e al governo di accelerare la fornitura di sistemi di difesa aerea e di allerta precoce per rafforzare le capacità difensive della provincia.

Rashad al-Alimi, presidente del Consiglio direttivo presidenziale, ha promesso una “risposta decisa”. L’attacco, ha aggiunto, riflette l'”approccio degli Houthi, che ricorrono a vili attacchi terroristici ogni volta che subiscono pressioni o quando falliscono i loro piani di sabotaggio sostenuti dall’Iran”.

Il campo colpito, precedentemente utilizzato da una milizia sostenuta dagli Emirati Arabi Uniti, si trova a nord del capoluogo provinciale Ataq ed è situato lungo una strada che porta alla provincia di Marib, controllata dal governo, e a importanti linee di rifornimento per le forze governative. L’escalation tra Houthi e forze governative sostenute dall’Arabia Saudita ha infranto l’accordo di cessate il fuoco del 2022, che aveva in gran parte interrotto i combattimenti nella guerra civile yemenita.

Le tensioni si inseriscono nel più ampio conflitto tra Iran e Stati Uniti, che gli Houthi hanno sfruttato non solo come fiancheggiatori di Teheran ma anche per perseguire obiettivi propri, tra cui la conquista di maggiori territori in Yemen e l’accesso a risorse petrolifere. Nelle ultime settimane i ribelli hanno ripreso attacchi contro l’Arabia Saudita, colpendo aeroporti e infrastrutture petrolifere e militari, con disagi a migliaia di voli e la morte di 19 persone. Anche il quartier generale di Aramco è stato colpito più volte nei giorni scorsi.

I ribelli hanno inoltre conquistato nuovi territori lungo la costa yemenita del Mar Rosso e nei pressi dello stretto di Bab el-Mandeb, passaggio marittimo strategico che rappresenta un’alternativa allo stretto di Hormuz. L’avanzata mette a rischio anche gli interessi dell’Egitto: il parlamento egiziano ha rinviato al 26 ottobre il voto sull’autorizzazione alle forze armate a sostenere l’Arabia Saudita, qualora richiesto, prolungando il dibattito su un possibile maggiore coinvolgimento del Cairo nel conflitto con gli Houthi.