L’imperativo del governo è contenere le richieste aggiuntive dei partiti per blindare la legge di bilancio. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, al termine di un vertice con i leader della maggioranza, hanno espresso la volontà di restringere gli emendamenti e concentrare le risorse su misure con effetti tangibili per i cittadini e con ricadute elettorali visibili.
Il vertice sulla manovra, durato circa due ore, ha visto la partecipazione dei vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini (in collegamento da Milano) e del leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Al centro del confronto le interlocuzioni con Bruxelles sulla flessibilità per l’energia e l’impatto del decreto bollette, che ha appena ottenuto il disco verde dell’Ue.
Lo scontro più accesso è emerso sul contributo delle banche: il Documento programmatico di bilancio ha già fissato la necessità di reperire 5 miliardi dal settore finanziario, ma la premier ha messo in chiaro che la questione va negoziata con attenzione, richiamando il fatto che lo scorso anno fu siglato un accordo triennale. Sul tavolo ci sarebbero tre ipotesi per evitare una tassazione imposta, sollecitata dalla Lega ma contrastata da altri alleati, distinguendo tra un contributo obbligatorio e misure facoltative. Dal vertice si attende un accordo politico sull’impostazione generale e sull’utilizzo delle risorse, mentre si prevede una trattativa delicata con l’Abi.
Giorgetti e la Ragioneria hanno dettato la linea di scremare il più possibile le richieste di modifica dei partiti al testo di base, e la premier è impegnata a blindare il testo originario. I partiti, però, continuano a presentare lunghe liste di proposte: la Lega punta alla flat tax fino a 100 mila euro, alla pensione a 64 anni e alla flat tax per i giovani; Forza Italia insiste sul taglio Irpef per il ceto medio e chiede l’estensione dello stop al bollo auto, la no tax area per i giovani e il recupero delle spese mediche nell’anno in corso; Noi Moderati propone misure che vanno dalla cedolare secca per gli affitti lunghi all’azzeramento delle tasse per gli under 30 neoassunti. Fratelli d’Italia punta a risposte concrete per famiglie e imprese.
I recenti scontri e disordini potrebbero spingere il governo a inserire in manovra interventi per la difesa, utilizzando la flessibilità per garantire più risorse alle forze dell’ordine. Si è inoltre affrontato il tema di una “previdenza dedicata” per il comparto sicurezza — un sistema per compensare le penalizzazioni pensionistiche derivanti da uscite anticipate con minori contributi maturati — sul quale il ministro della Pa Paolo Zangrillo ha avviato un tavolo sulle questioni previdenziali. Per rendere operativo il sistema servirebbe, secondo le stime circolate, circa mezzo milione in 10 anni.
In questo quadro teso, la legge di bilancio rischia di slittare rispetto alla scadenza non perentoria del 20 ottobre per l’invio alle Camere. Al momento sembra difficile il varo nel Consiglio dei ministri previsto per venerdì 23; più verosimile appare la data del 28.

























































