martedì, Ottobre 20, 2026
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Abodi: ascoltare il disagio dei giovani ma il futuro non si costruisce distruggendo

Andrea Abodi, ministro per i Giovani e per lo Sport, esprime preoccupazione per le proteste in diverse città italiane che in questi giorni sono sfociate in violenza e vandalismi. In un intervento all’ANSA sottolinea la necessità di ascoltare il disagio delle nuove generazioni, ma avverte che la protesta non può trasformarsi in sopruso.

«Ho sempre sostenuto che il disagio dei giovani vada ascoltato, compreso e affrontato, mai trascurato e liquidato con qualche frase di circostanza», afferma il ministro, ricordando che la delega ai Giovani affidatagli dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha nell’ascolto «una delle principali premesse» per definire norme e provvedimenti dedicati. Secondo Abodi, lo Stato ha il dovere di intercettare le ragioni di chi si sente distante dalle istituzioni, offrendo risposte concrete e opportunità perché ciascuno possa costruire il proprio futuro e ritrovare fiducia in sé e nelle istituzioni.

Al tempo stesso, però, le forme di violenza osservate «sono inaccettabili e non rappresentano la via per i giovani». «Non si può costruire un futuro migliore saccheggiando, distruggendo, minacciando e attentando alla vita altrui», rimarca il ministro, denunciando chi scende in piazza «per pronunciare slogan ideologici, spesso strumentalizzati e poi “mollati” a cose fatte». Quando vengono superati certi limiti, aggiunge, si calpestano i diritti della stragrande maggioranza dei cittadini.

Abodi precisa che dialogo e fermezza sono due responsabilità che devono procedere insieme: il confronto non implica giustificare ogni azione, così come la fermezza non significa rinunciare ad ascoltare. Nel tracciare il suo bilancio, ricorda di avere incontrato «decine di migliaia di giovani ovunque» negli ultimi quattro anni, anche in luoghi segnati dal disagio, ascoltandoli e illustrando le iniziative in corso.

Conclude rivolgendosi ai giovani che cercano risposte e si impegnano nonostante preoccupazioni e delusioni: «A volte sono delusi e arrabbiati, ma mai vandali e predoni». Il ministro esprime infine gratitudine verso le Forze dell’ordine, impegnate «anche a rischio della propria incolumità» per garantire la sicurezza delle città, e chiede che non ci sia alcuna ambiguità nella condanna di chi trasforma il dissenso in violenza.