Francesco Totti ha presentato al Teatro Brancaccio il suo libro Oltre davanti a oltre 1.500 spettatori, tra aneddoti, emozioni e risate. Scritto con Alessandro Alciato e pubblicato da Cairo Editore, il volume racconta la vita dell’ex calciatore dopo l’addio al calcio giocato nel 2017, superando il “rettangolo verde” per concentrarsi sulle esperienze vissute e sulle difficoltà affrontate dopo il ritiro.
Durante lo spettacolo Totti è tornato sul suo addio: “Il 28 maggio sono morto sotto un certo punto di vista perché è stato un addio forzato, che io non volevo e non sentivo”. Ha spiegato che sapeva sarebbe dovuta esserci una fine, ma che in quel caso è stata “dolorosa e diversa da come l’avevo pensato io”. “Alla fine penso che sia la normalità del calcio perché quando servi servi sempre, mentre quando non servi non servi più”, ha aggiunto, raccontando di essere stato “l’ultimo a sapere del mio ritiro” e di aver poi accettato la decisione della dirigenza, pur avendo paura di voltare pagina perché non sapeva “cosa avrei voluto e trovato”.
All’evento erano presenti la compagna Noemi, i figli e amici di una vita come Vincent Candela e Max Biagi; la serata è stata anche occasione per celebrare i 50 anni della leggenda della Roma, compiuti lo scorso 27 settembre. Sul tema delle paure Totti ha detto: “Di cosa ho paura? Della morte, anche se ho tutto e spero di continuare con la stessa passione che ho dentro”. Ha poi ricordato il rapporto con Mihajlovic, che “andava oltre il campo”, definendolo “una persona fantastica”.
Nel concludere il suo intervento Totti ha sottolineato l’importanza dell’affetto ricevuto: “In questi 50 anni ho dato e ho ricevuto tanto amore, soprattutto dalla famiglia, dai figli e dal popolo. C’è stato un dare e avere semplice, bello, trasparente. Penso che questo sia, per me, la cosa più importante. Facevo un lavoro che ho sempre voluto, una mia passione e un mio divertimento. Ho cercato sempre di dare e trasmettere quello che io provavo quando giocavo a calcio. Questo per me è stato un amore vero, non è semplice trasformare quello che pensi. In quei momenti ero sicuro di me stesso e spero che sia entrato dentro alle persone l’amore che avevo dentro”.

























































