Cuba si prepara a una nuova notte di blackout, con un deficit elettrico previsto di 2.020 megawatt (MW) nelle ore di picco. Secondo l’Unione elettrica cubana, la disponibilità sarà di appena 830 MW a fronte di una domanda di 2.820 MW.
A Pinar del Río la prima segretaria locale del Partito comunista cubano (Pcc), Yamile Ramos Cordero, ha riconosciuto che alcuni circuiti sono rimasti senza corrente per oltre 90 ore. “Cuba affronta un’emergenza energetica dal 15 ottobre a causa della mancanza di combustibile”, ha scritto su Facebook, precisando che l’elettricità è stata garantita soltanto a tre ospedali e, in alcuni momenti, ai pozzi che riforniscono il capoluogo provinciale.
La crisi interessa anche l’approvvigionamento idrico: 52 delle 177 fonti di approvvigionamento della provincia sono guaste e alcuni residenti denunciano interruzioni dell’acqua corrente da oltre tre mesi.
Secondo un’analisi di Diario de Cuba, tra il 2014 e il 2024 lo Stato ha destinato ogni anno al turismo risorse da due a cinque volte superiori a quelle stanziate per i settori dell’elettricità, del gas e dell’acqua. L’Avana attribuisce la crisi anche alle restrizioni statunitensi.

























































