Ospite al Festival internazionale del cinema di Morelia, il regista messicano Guillermo del Toro ha lanciato un monito contro il rischio di ritorno di logiche autoritarie, mettendo in guardia sull’uso delle piattaforme digitali per frammentare la società attraverso una presunta “ingegneria dell’odio”.
Nel corso della conferenza dedicata ai 20 anni de Il labirinto del fauno, Del Toro ha affermato: “Nel libro delle regole su come dominare sussistono le stesse leggi: dividere, creare odio e generare antagonismo. Sono cose che funzionano dai tempi di Goebbels e Mussolini e si possono applicare di nuovo”. Il regista ha collegato queste dinamiche all’azione degli algoritmi e ai grandi interessi economici che influenzano anche l’arte.
Con la voce rotta dall’emozione, il premio Oscar ha condannato le crescenti divisioni sociali “promosse dall’alto” e ha aggiunto: “L’odio è il veleno che ti bevi per vedere se muore l’altro”.
Durante l’evento Del Toro ha inoltre ribadito il suo sostegno alle produzioni messicane e ha espresso totale solidarietà ai cittadini di Guadalajara, feriti e arrestati durante le recenti proteste contro l’inquinamento dell’acqua.
Al termine dell’incontro il regista ha ricevuto la Medaglia della Filmoteca, prestigioso riconoscimento dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (Unam).

























































