Offlaga. Novalat, società con sede a Badia Polesine (Rovigo), è l’unica realtà ad aver presentato un’offerta vincolante per l’affitto di un ramo d’azienda di Bresciangrana. La proposta è stata depositata attraverso Nova Casearia, una società di nuova costituzione controllata al 100% da Novalat, alla scadenza del bando pubblicato il 2 ottobre.
Secondo i legali della casearia di Cignano di Offlaga, l’offerta è irrevocabile e garantita da fideiussioni. Il passaggio è considerato rilevante nel percorso di risanamento della società bresciana, che punta a presentare entro novembre al Tribunale di Brescia un progetto di riorganizzazione finanziaria a sostegno del piano concordatario. L’obiettivo immediato è individuare una soluzione che consenta la continuità dell’attività e la tutela di fornitori e clienti; resta aperta la possibilità, da verificare in una fase successiva, di arrivare a un’acquisizione definitiva.
Il quadro resta tuttavia delicato per le difficoltà operative dello stabilimento. Nei giorni scorsi il fornitore ha interrotto temporaneamente l’erogazione dell’energia elettrica a causa di morosità arretrate; il servizio è stato ripristinato in serata e, secondo quanto precisato dall’azienda, non si sarebbe verificato un blocco effettivo delle attività: uffici, stabilimento e magazzino sarebbero rimasti operativi.
La crisi coinvolge anche i 66 lavoratori ancora interessati dalla vertenza e le 40 aziende agricole che fino all’inizio dell’estate conferivano il latte a Bresciangrana. Il prolungato fermo della produzione, legato anche ai problemi del depuratore, è indicato come una delle principali preoccupazioni.
I sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno chiesto garanzie sulla continuità industriale del sito di Cignano, sulla salvaguardia di tutti i posti di lavoro e sul mantenimento dei diritti acquisiti, dei contratti e dei trattamenti economici e normativi in caso di passaggio alla nuova gestione. Le organizzazioni hanno inoltre chiesto l’avvio dell’esame congiunto, la procedura di confronto necessaria per approfondire l’assetto futuro e le prospettive produttive.
L’operazione potrebbe coinvolgere anche alcuni dei precedenti conferitori di latte: secondo i legali di Bresciangrana, l’offerta di Novalat potrebbe raccogliere il sostegno di parte delle aziende agricole fornitrici, ipotesi che dovrà essere verificata nei prossimi giorni e che potrebbe rafforzare il progetto di rilancio della filiera.
Novalat opera da circa vent’anni nel commercio all’ingrosso di prodotti lattiero-caseari e uova. La società ha chiuso il 2025 con ricavi per circa 49,5 milioni di euro e un utile di poco superiore ai 38mila euro. Il capitale è suddiviso tra quattro soci: Renzo Sbizzera (36,67%), Marco Pizzoli (36,66%), Alessandra Bernasconi (13,34%) e Maria Teresa Natali (13,33%).




























































