Il tredicenne ferito nel parcheggio del Centro Commerciale Campania è ancora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza dopo il trasferimento dal pronto soccorso di Frattamaggiore.
I carabinieri hanno fermato Alessandro Maugeri, 34 anni, e Salvatore Zambella, 20 anni, con l’accusa di tentato omicidio in concorso per il grave ferimento del ragazzo di Acerra, raggiunto da una coltellata al torace nella vicenda avvenuta nel parcheggio del centro commerciale.
Secondo la ricostruzione investigativa, Salvatore Zambella è figlio di Raffaele Zambella, detto Lello, indicato come esponente di vertice del clan Angelino; Maugeri è il cognato di Raffaele Zambella.
L’episodio avrebbe avuto origine da un litigio tra giovanissimi, di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, nato per motivi apparentemente banali e rapidamente degenerato. Uno dei ragazzi avrebbe chiesto l’intervento del padre e dello zio, che sarebbero arrivati sul posto e avrebbero partecipato alla discussione fino all’aggressione del tredicenne, ferito con un fendente nella parte sinistra del torace.
La sequenza degli eventi — dalla lite iniziale all’arrivo dei due uomini, fino all’aggressione e all’uso della lama — è al centro degli accertamenti dei carabinieri, che devono chiarire anche il ruolo attribuito a ciascuno dei due indagati e le ragioni dell’escalation.
Dopo i primi soccorsi il ragazzo è stato trasferito al Santobono dove i medici hanno riscontrato un versamento pleurico; le sue condizioni richiedono un trattamento specialistico e al momento restano in prognosi riservata.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Marcianise, agli ordini del capitano Daniele Petruccelli. I militari della Sezione operativa hanno avviato accertamenti per ricostruire l’accaduto e hanno raccolto elementi che hanno portato i sospetti sui due uomini, entrambi domiciliati a Caivano.
L’udienza di convalida del fermo, fissata per domani, rappresenterà il primo momento in cui il giudice valuterà la legittimità del provvedimento; i due indagati, tramite il proprio difensore, potranno fornire la loro versione dei fatti e chiarire la propria posizione.




























































