Il contributo alla manovra di bilancio deve arrivare da «tutto il mondo finanziario», e non soltanto da banche e assicurazioni: «deve essere coinvolta anche Cassa Depositi e Prestiti». Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del Forum “Welfare, Italia” a Roma, senza specificare come sarà ripartito all’interno del settore l’onere complessivo di 5 miliardi indicato dal governo. «Si sta lavorando», ha aggiunto, ribadendo il suo no a una tassa sugli «extraprofitti», «che non esistono», e a «una visione punitiva del sistema bancario e del sistema assicurativo».
Tajani ha chiesto che nei prossimi interventi sulla manovra sia tutelata «la specificità delle banche di prossimità, banche di credito cooperativo e banche popolari», perché «sono quelle che erogano prestiti ai piccoli imprenditori e alle famiglie». «Io insisterò — ha detto —, credo di trovare ascolto anche nelle altre forze di governo», affinché gli interventi «non colpiscano in maniera forte» queste realtà.
Sui disordini scoppiati a Milano il leader di Forza Italia ha annunciato che i 500 militari in più «avranno anche poteri di polizia giudiziaria» e che sono previsti provvedimenti «che renderanno più difficile anche ai minori di delinquere». Le decisioni arriveranno dal Consiglio dei ministri di oggi. Per Tajani la risposta del governo «sarà fermissima per garantire il libero commercio» e la circolazione dei cittadini nei centri storici. Ha precisato che le manifestazioni pacifiche sono legittime «perché siamo in democrazia», ma che «chi ha devastato il centro di Milano è un delinquente», spesso senza motivazioni politiche, e «bisogna vedere poi se c’è una regia». Tajani ha riconosciuto che «c’è una situazione economica complicata che provoca anche malcontento», pur rivendicando che il governo «ha ridotto anche il numero di reati».
Sull’intervento in manovra, il vicepremier ha chiesto «una sorta di energy release destinato al maggior numero possibile di piccole e medie imprese», insieme ad aiuti «alle famiglie numerose». Ha attribuito l’impennata del costo dei prodotti energetici alle «due guerre», definendola una situazione mondiale che «non dipende dall’azione del governo», e ha aggiunto che per questo «bisogna intervenire in maniera straordinaria, così come è intervenuta l’Europa con la flessibilità». «Aspettiamo una flessibilità europea», ha detto ancora. Sul caro carburanti e la protesta dell’autotrasporto, Tajani ha auspicato che dall’incontro di oggi tra il ministro Matteo Salvini e il settore arrivino «le soluzioni» per rifornire negozi e supermercati, «a cominciare dai farmaci, soprattutto quelli salvavita».


























































