Domani a Milano si terrà il comitato provinciale sull’ordine e la sicurezza pubblica: “il prefetto mi ha detto che dovrebbe venire anche il ministro Piantedosi”, ha detto il sindaco Giuseppe Sala a margine della commemorazione della strage dei piccoli martiri di Gorla, commentando l’arrivo in città di un maggior numero di agenti. “Discutiamone perché il tema è certamente delicato — ha aggiunto — io ritengo come stanno dicendo in molti che non possa essere solo un problema di repressione. Assolutamente no”.
Sala ha espresso preoccupazione che una situazione, nata anche da un malessere diffuso, si riduca a un confronto esclusivamente sulle violenze e sulla repressione, riferendosi ai disordini dello scorso weekend che hanno coinvolto per lo più minorenni. “La politica con saggezza deve affrontare anche le cause e le origini” del malessere, “senza buonismi, senza indulgenze ma però con spirito critico”. “Prima di tutto rispetto al nostro lavoro, dobbiamo fare di più”, ha concluso.
Per la serata di domani è prevista alle 18 in piazza della Scala, davanti alla sede del Comune, una manifestazione promossa dalla Cgil dal titolo ‘Milano non vuole la violenza’. Il sindaco Sala ha annunciato la sua partecipazione.
Alla manifestazione prenderà parte anche Mario Calabresi, candidato sindaco per eventuali primarie del centrosinistra. L’iniziativa, promossa dalla Cgil, ha registrato l’adesione del Pd e di molte altre realtà. “Non ci sono giustificazioni a quello che è accaduto” e poi però “bisognerà capire le motivazioni per cui questi fatti accadono e provare a curarle”, ha detto Calabresi, sottolineando che questo è “il tempo dell’unità a Milano” e criticando chi usa gli eventi per fare polemica politica. Ha inoltre espresso soddisfazione per la partecipazione delle forze del centrosinistra in piazza insieme al sindaco per ribadire l’importanza di una città pacifica e sicura.
Sala ha anche commentato che si tratta di un fenomeno più ampio, richiamando il riferimento a Parigi: “le grandi città sono così, crescono e covano tensioni sociali che però vanno gestite”. Ha raccontato di aver fatto un giro nei giorni scorsi e di aver notato negozi abbandonati e, oltre ai danni materiali, la paura dei ragazzi che ci lavorano. “Insomma è chiaro che non dobbiamo metterli in condizione di subire queste violenze”, ha detto.
Alle 17.30 è in programma il Consiglio dei ministri che dovrebbe varare un decreto contenente alcune misure già presenti nel disegno di legge sulla sicurezza: tra queste, l’estensione del fermo preventivo ai minorenni con una durata superiore alle 12 ore, l’arresto in flagranza differita per chi si rende responsabile di danneggiamenti di gruppo e il divieto di aggregazione per persone ritenute pericolose per l’ordine pubblico. Si prevede inoltre un potenziamento dell’operazione Strade sicure.
Nel frattempo la Questura ha emesso una decina di Daspo urbani (Dacur) nei confronti di giovani controllati ieri in piazza Duomo e nei dintorni, dopo gli scontri di sabato e domenica. I provvedimenti sono stati adottati nei confronti di ragazzi con precedenti, travisati o in possesso di oggetti potenzialmente pericolosi come coltellini. Proseguono le indagini della Digos per ricostruire la due giorni di violenze e accertare le responsabilità tra i circa 500 protagonisti degli incidenti; alcuni sono stati arrestati nell’immediatezza. I dieci raggiunti da Dacur non potranno entrare a Milano o in alcune zone della città per diversi periodi di tempo.
Video diffuso con il titolo riportava la dichiarazione del presidente della Repubblica: “Violenze inaccettabili, piena solidarietà alle forze dell’ordine”.


























































