martedì, Ottobre 20, 2026
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Sigo avvia percorso informativo su microplastiche e salute della donna

Le microplastiche sono ormai diffuse nell’ambiente e permeano la vita quotidiana, dagli imballaggi alimentari ai tessuti e agli oggetti domestici. Le domande sui possibili effetti sulla fertilità, sulla gravidanza e sulla salute delle future generazioni sono al centro di un nuovo impegno informativo della Federazione Sigo-Società italiana di ginecologia e ostetricia. «La salute della donna e delle future generazioni è strettamente legata alla qualità dell’ambiente in cui viviamo – afferma Elsa Viora, presidente della Federazione – Vogliamo portare all’attenzione di cittadini e istituzioni un tema emergente, distinguendo ciò che la ricerca ha documentato da ciò che resta da dimostrare, senza creare allarmismi».

La federazione ha avviato un percorso di informazione e sensibilizzazione che nei prossimi mesi proporrà materiali divulgativi per medici e pazienti, attività sui social media e podcast scientifici. L’obiettivo, si legge in una nota, è promuovere comportamenti consapevoli e una cultura della prevenzione in cui la tutela dell’ambiente sia parte integrante della protezione della salute della donna e delle future generazioni.

L’esposizione a sostanze potenzialmente interferenti con il sistema endocrino è diffusa. Nel progetto italiano Life Persuaded, coordinato dall’Istituto superiore di sanità, sono stati rilevati metaboliti di ftalati nel 100% dei partecipanti e bisfenolo A nel 77%. Questi dati documentano la diffusione dell’esposizione, senza dimostrare automaticamente un danno alla salute. «Possiamo ridurre le esposizioni evitabili limitando gli imballaggi monouso, preferendo contenitori riutilizzabili e non riscaldando gli alimenti nella plastica. Ma servono anche regole e politiche capaci di ridurre l’inquinamento alla fonte», sottolinea Maria Grazia Petronio, epidemiologa e vicepresidente Isde-Associazione italiana medici per l’ambiente.

Tra le sostanze sotto osservazione figurano bisfenolo A, ftalati e Pfas, che con meccanismi differenti possono interferire con la regolazione ormonale. La ricerca ne sta valutando il possibile coinvolgimento nella fertilità, nello sviluppo puberale e nelle alterazioni metaboliche. «Il sistema endocrino è una rete delicata di comunicazione. Alcune sostanze ambientali possono interferire con questi segnali, soprattutto nelle fasi più sensibili dello sviluppo. Occorrono ricerca rigorosa e principio di precauzione», spiega Simonetta Marucci, endocrinologa dell’Università Campus Bio‑Medico di Roma.

Particolare attenzione è riservata alla salute riproduttiva femminile: microplastiche sono state individuate anche nel liquido follicolare e studi sperimentali indagano possibili effetti sulla funzione ovarica. «Il ritrovamento di queste particelle apre interrogativi importanti, ma non autorizza conclusioni affrettate – osserva Stefano Lello, consulente scientifico della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs, Roma – Servono studi clinici affidabili per comprendere se e come l’esposizione possa incidere sulla qualità degli ovociti e sulla fertilità».

Anche la gravidanza è una fase di particolare interesse. Microplastiche sono state rilevate nella placenta, nel sangue cordonale e nel liquido amniotico, ma le possibili conseguenze sullo sviluppo fetale restano ancora da chiarire. «La placenta protegge il feto, ma non è una barriera impenetrabile – conclude Lorenza Driul, professoressa ordinaria di Ostetricia e Ginecologia all’Università di Udine – Questi ritrovamenti meritano approfondimento, senza essere interpretati automaticamente come prova di un danno clinico».