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Roma, Papa Leone ricoverato al Gemelli per rimozione di un nodulo al polmone

Papa Leone è stato ricoverato nella tarda mattinata di martedì 13 ottobre al Policlinico Gemelli di Roma per sottoporsi a un intervento volto alla rimozione di un nodulo al polmone, come lo stesso Pontefice aveva annunciato domenica scorsa al termine dell’Angelus. La Sala stampa della Santa Sede ha precisato che si tratta di un nodulo “circoscritto” emerso dopo un controllo di routine.

Non è stato ancora specificato se l’operazione verrà eseguita nella stessa giornata, ma la Prefettura della Casa Pontificia ha comunicato l’annullamento di tutte le udienze fino a martedì 20 ottobre. Il decorso post operatorio è stato indicato come della durata di circa una settimana.

A coordinare l’équipe che eseguirà l’intervento dovrebbe essere il professor Stefano Margaritora, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia toracica presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, ordinario di Chirurgia toracica e direttore della Scuola di specializzazione in chirurgia toracica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Margaritora è inoltre specialista in chirurgia mininvasiva (toracoscopia uniportale e robotica).

La degenza dopo l’operazione dovrebbe durare circa una settimana. Durante il ricovero, Papa Prevost manterrà comunque la piena autorità alla guida della Chiesa cattolica: il diritto canonico non prevede la nomina di un sostituto in caso di intervento chirurgico o di temporanea indisponibilità del Pontefice. Nel periodo di riposo, gli organismi della Curia romana continueranno a occuparsi delle attività ordinarie in attesa della ripresa degli impegni papali.

“Di recente, durante alcuni controlli, i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. È stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato. I medici ritengono opportuno intervenire e allora, seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo. L’intervento è già programmato nei prossimi giorni”, aveva dichiarato domenica Papa Leone. Il portavoce vaticano Matteo Bruni aveva aggiunto che l’intervento si sarebbe svolto “nei primi giorni della prossima settimana” e che “il tempo previsto per il ricovero post operatorio è di circa una settimana”.

Sulle caratteristiche e sulle modalità di gestione dei noduli polmonari si è espresso Massimo Di Maio, presidente dell’Aiom. Ha ricordato che la presenza di un nodulo non significa necessariamente un tumore maligno e che spesso i noduli, specie se molto piccoli, sono lesioni benigne che vengono monitorate con controlli periodici. Quando il nodulo supera o si avvicina al centimetro, ha spiegato Di Maio, diventa opportuno effettuare ulteriori accertamenti, di regola con una biopsia, e successivamente pianificare il trattamento che spesso comprende l’intervento chirurgico.

Di Maio ha inoltre osservato che il fatto che l’intervento sia già programmato potrebbe indicare la disponibilità di risultati degli accertamenti, ma che non è possibile trarre conclusioni senza informazioni cliniche più precise. In generale, ha sottolineato, i tumori polmonari diagnosticati in stadio iniziale possono essere trattati chirurgicamente con l’obiettivo di guarire; in alcuni casi di malattia molto precoce il solo intervento chirurgico può essere sufficiente, seguito da controlli nel tempo.

Infine, il presidente dell’Aiom ha ricordato che i noduli polmonari vengono spesso scoperti in modo accidentale, per esempio in seguito a esami eseguiti per altre patologie come infiammazioni o bronchiti, e che una tomografia computerizzata del torace può evidenziarli. La decisione di approfondire o intervenire dipende da più fattori: dimensioni, caratteristiche radiologiche, crescita nel tempo e condizioni generali del paziente. Non tutti i noduli richiedono biopsia o chirurgia; in alcuni casi sono sufficienti controlli periodici.