martedì, Ottobre 20, 2026
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Accordo triennale banche-governo: 10,5 miliardi di oneri fiscali per il 2026-2029

Le banche rivendicano di aver siglato con il governo, lo scorso anno in occasione della legge di bilancio, un accordo triennale che prevedeva una serie di misure fiscali a carico del settore per un importo complessivo di circa 10,5 miliardi di euro per il periodo 2026-2029.

Tra le disposizioni previste, la prima misura riguardava lo slittamento delle Dta (imposte differite attive). Era inoltre prevista la riduzione della deducibilità sulle perdite pregresse e sulle eccedenze Ace, nonché una limitazione della deducibilità degli interessi passivi.

Nel testo dell’accordo veniva anche data alle banche la possibilità di affrancare, con un’aliquota agevolata, la riserva costituita nel 2023 in alternativa alla tassazione straordinaria decisa quell’anno. Quasi tutte le banche hanno scelto questa opzione, che ha portato alle casse dello Stato circa 1,8 miliardi di euro.

Sempre lo scorso anno il governo ha deciso un aumento di due punti percentuali delle aliquote Irap per banche, intermediari finanziari e imprese di assicurazioni (escludendo Sim, Sgr, Sicav e holding industriali) per i periodi d’imposta 2026, 2027 e 2028. L’aliquota, già superiore rispetto a quella applicata alle altre aziende — dove è al 3,90% — è salita dal 4,65% al 6,65%, e per le assicurazioni è arrivata al 7,9%. L’Abi aveva inoltre segnalato che, considerando le ulteriori maggiorazioni regionali applicate nella generalità dei casi alle banche, l’aliquota complessiva si è attestata intorno al 7,40%.