Santa Maria Capua Vetere — Nuove dichiarazioni sono emerse nel processo per la morte della piccola Aurora, deceduta a 45 giorni il 2 settembre 2023. La madre, Anna Gammella, e il compagno, Emanuele Savino, imputati per omicidio e maltrattamenti, hanno ricostruito in aula le circostanze della tragedia.
Gammella ha ammesso di non aver mai portato la neonata dal medico nei suoi 45 giorni di vita: “Nei suoi 45 giorni di vita non l’ho mai portata dal medico”, ha detto, riconoscendo di non aver chiesto assistenza anche quando la bambina aveva riportato lividi e ustioni. La donna ha spiegato di aver trattato le lesioni con rimedi domestici e di aver avuto timore del giudizio altrui.
Anche Savino ha confermato che nessuno dei due aveva pensato di rivolgersi a un medico: “Per noi stava bene”. L’uomo ha inoltre raccontato di fare uso di crack e di trascorrere molto tempo chiuso in bagno, anche quando gli venivano affidati i bambini.
Sulla notte della morte, entrambi hanno riferito che Aurora si trovava da sola sul divano mentre loro erano impegnati in altre attività. Restano da chiarire le circostanze relative al ritrovamento della mattina successiva, quando la casa sarebbe stata riordinata e la neonata vestita e sistemata nella culla prima dell’arrivo dei soccorsi.
Il processo è stato aggiornato e riprenderà a dicembre.





























































