Il format di approfondimento “Un quarto d’ora con…”, in onda su Radio Adige TV dopo il TG Daily delle 19 il martedì e il venerdì, ha ospitato negli studi veronesi il senatore della Lega Paolo Tosato, figura storica del Carroccio scaligero. Già consigliere e assessore comunale a Verona e poi consigliere regionale in Veneto, Tosato è relatore della legge quadro al Senato e presidente della commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale.
Nel corso della puntata Tosato ha fatto il punto sull’autonomia differenziata: ha definito i provvedimenti approvati finora “piccoli passi” che riguardano quattro materie non LEP — professioni, previdenza integrativa, protezione civile e ciò che la Regione ancora non gestisce in modo autonomo sulla sanità — e ha ricordato che restano da attribuire alle Regioni altre diciannove materie previste dall’articolo 116 della Costituzione. Ha inoltre sottolineato che in Commissione Affari Costituzionali è in discussione la legge quadro sui livelli essenziali di prestazione (LEP) e ha indicato l’obiettivo di chiudere in questa legislatura gli accordi sulle prime quattro materie per poter affrontare le altre nella successiva.
Sulla proposta della Zona Economica Speciale per il Nord Tosato ha osservato che si tratta di proposte sostenibili, ma che richiedono una significativa copertura di spesa, la cui disponibilità resta incerta. Riguardo all’identità della Lega, ha affermato che il partito non ha mai smesso di avere una matrice nordista e che la trasformazione in Lega Salvini Premier è nata dalla necessità di ottenere consenso anche nelle regioni del Centro-Sud per far passare le leggi a Roma.
Tosato ha commentato le tensioni interne al partito in vista del congresso nazionale, riconoscendo un malessere dovuto anche a sondaggi non eccellenti e invitando all’unità: eventuali cambiamenti a livello di guida, ha detto, dovrebbero avvenire dopo le prossime elezioni politiche. Sul tema del possibile impatto di Roberto Vannacci a livello nazionale ha avvertito che una sua corsa separata potrebbe scompigliare il tavolo del centrodestra e favorire il centrosinistra, mentre a livello locale a Verona il voto di Vannacci lo ha definito un voto di protesta che difficilmente sarà determinante.
Sulla nuova legge elettorale Tosato ha giudicato la reintroduzione delle preferenze un passo avanti rispetto agli ultimi decenni, pur con una quota di capolista indicati dai partiti. Ha sottolineato come il premio di maggioranza al 42% sia pensato per garantire la governabilità quinquennale, elemento che a suo avviso dà stabilità e produce effetti positivi sul piano internazionale ed economico.
In vista delle prossime elezioni amministrative di Verona ha ribadito la necessità che Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si presentino unite al primo turno con un candidato credibile. Ha espresso critiche sull’amministrazione di centrosinistra guidata da Damiano Tommasi, sostenendo che i veronesi desiderano un cambiamento e che il candidato ideale debba essere autorevole ma anche molto operativo. Sull’ipotesi della sua candidatura a sindaco ha affermato che il suo nome è sul tavolo in modo marginale e che nei fatti la sua disponibilità è più orientata a sostenere il centrodestra in qualunque ruolo.
Tosato ha annunciato la propria disponibilità a candidarsi come segretario provinciale della Lega in occasione del congresso provinciale, la cui data molto probabile è domenica 15 novembre. Ha detto di mettersi a disposizione per un ricambio dopo la sua lunga esperienza istituzionale, auspicando che la candidatura possa essere unitaria ma pronto al confronto con spirito collaborativo se necessario. Sulla vita interna del partito ha osservato che le discussioni avvengono nelle sezioni e che, pur esistendo dinamiche e frizioni come in tutti i partiti, è raro che esponenti della Lega si presentino contrapposti in liste diverse nei Comuni.
Nella parte finale dell’intervista Tosato ha risposto a sette domande rapide. Ha indicato come legge da abolire o cambiare quella che tutela chi fa irruzione nelle abitazioni consentendo a chi commette il reato di chiedere risarcimenti in caso di reazione da parte dei cittadini; ha detto che inviterebbe a cena Matteo Renzi per la sua simpatia in Parlamento; ha segnalato la denatalità come problema quotidiano sottovalutato; ha giudicato l’Unione Europea “radicalmente cambiata” e non accettabile così com’è; ha chiesto sempre più autonomia per le regioni; ha definito non prioritaria ma comunque sostenibile, se ben bilanciata, una legge sul fine vita; e ha indicato la riforma della giustizia come la battaglia politica prioritaria, seppur difficile.






























































