mercoledì, Ottobre 21, 2026
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Roma, Congresso Sumai Assoprof: Magi, Case della comunità rischiano di restare vuote

“La riforma della sanità territoriale italiana è arrivata a uno snodo cruciale. I muri edificati con le risorse del Pnrr sono quasi pronti, ma rischiano di trasformarsi nell’ennesima cattedrale nel deserto se non si deciderà, con urgenza, come e con chi riempirli”. Con queste parole Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof, ha aperto a Roma il 58° Congresso nazionale del sindacato degli specialisti ambulatoriali, in svolgimento fino al 21 ottobre, alla presenza del ministro della Salute Orazio Schillaci.

Il titolo dell’assise, “La Casa della Comunità non si inaugura… si organizza”, sottolinea la distanza tra le promesse istituzionali e la situazione reale. Secondo l’ultimo monitoraggio Agenas, sulle 1.715 Case della Comunità programmate nel Paese appena 66 (meno del 4%) risultano pienamente operative, con tutti i servizi e la presenza medico-infermieristica continuativa. Nella maggior parte dei casi, rileva il Sumai, le Regioni hanno limitato gli interventi a cambiare l’insegna di vecchi poliambulatori o ad avviare strutture incomplete, senza le figure chiave né una reale integrazione con la rete specialistica.

Sul piano finanziario pesa la contraddizione del Pnrr: il Piano europeo ha finanziato l’edilizia sanitaria con circa 2 miliardi di euro, ma i costi del personale e della gestione ordinaria ricadono interamente sul Fondo sanitario nazionale, che il sindacato definisce sotto pressione dopo un decennio di definanziamento e tetti di spesa.

Magi ha ricordato che “una Casa della comunità non è un semplice sportello dove rinnovare ricette o fare visite rapide, ma il luogo che deve farsi carico di oltre 12 milioni di cittadini affetti da patologie croniche”. Oggi il sistema è frammentato e privo di regole contrattuali uniformi: il compenso per lo stesso lavoro varia in modo consistente, dai 31,35 euro lordi all’ora per gli specialisti ambulatoriali interni ai 40-60 euro per i medici di medicina generale, fino ai 100 euro lordi orari riconosciuti agli specialisti ospedalieri in prestazione aggiuntiva. Questo disordine organizzativo, secondo il Sumai, “rischia di costare oltre un miliardo di euro all’anno in più del dovuto per la sola copertura dei turni”.

Per superare l’impasse il sindacato propone soluzioni pratiche e strutturali. La prima risorsa individuata è interna: i circa 18.000 specialisti ambulatoriali attualmente in servizio lavorano mediamente 27,8 ore settimanali a fronte di un massimale contrattuale di 38 ore. Pubblicare ed estendere queste 143.000 ore inespresse permetterebbe, secondo il Sumai, di immettere immediatamente sul territorio l’equivalente di oltre 3.700 specialisti a tempo pieno, senza attendere concorsi.

La proposta centrale emersa dal congresso riguarda la riforma dei contratti e dell’organizzazione del lavoro: creare un Acn Unico della specialistica convenzionata interna, diviso nelle sezioni Territorio e Ospedale, e introdurre il cosiddetto “doppio canale”. L’idea è di consentire alle Aziende sanitarie, al momento del fisiologico turnover dei medici dipendenti, di scegliere in modo motivato se coprire i posti vacanti in dipendenza o in convenzione.

I numeri tecnici illustrati da Magi e destinati anche al ministero dell’Economia mostrano la convenienza del modello: con un costo aziendale orario tra i 47 e i 58 euro per la convenzione, contro i 63 euro della dipendenza (e fino agli 85 euro delle cooperative e dei gettonisti), l’adozione del doppio canale genererebbe un risparmio cumulato per i bilanci regionali pari a 4,8 miliardi di euro nel decennio 2027-2036. “Si tratta di risorse preziose che rimarrebbero interamente all’interno del Servizio sanitario nazionale e che potrebbero essere immediatamente riallocate per abbattere le liste d’attesa, incentivare i professionisti che oggi mancano all’appello”, ha affermato Magi.

Nel corso della tavola rotonda, cui hanno partecipato diversi stakeholder e il senatore Francesco Zaffini, presidente della X Commissione Sanità, Lavoro, Previdenza e Affari sociali del Senato, è stato sottolineato il ruolo della specialistica ambulatoriale. Richiamando dati sulla sanità italiana che evidenziano una maggiore aspettativa di vita e un numero di ricoveri inferiore rispetto ad altri Paesi Ocse, Magi ha insistito sull’importanza di rilanciare e potenziare la specialistica per prendersi cura dei pazienti sul territorio ed evitare l’accesso in ospedale.

Secondo il segretario del Sumai, le Case della comunità possono rappresentare “la più grande rete di prossimità d’Europa o la più grande opera incompiuta del Pnrr”: la differenza, ha aggiunto, non la faranno le mura degli edifici ma “le scelte concrete che la politica compirà sulle persone, sui contratti e sulle risorse nei prossimi ventiquattro mesi”. Un ruolo centrale è riservato agli specialisti, chiamati non solo a erogare prestazioni ma a garantire una presa in carico continuativa dei pazienti cronici lungo tutto il loro percorso di vita, per prevenire il peggioramento delle condizioni e i ricoveri ospedalieri.