Federdistribuzione ha espresso apprezzamento per gli esiti del tavolo di ieri, ma segnala una situazione ancora “di forte criticità” nelle regioni del Sud, in particolare in Puglia, Calabria e Campania, dove il blocco della circolazione delle merci non solo persiste, ma in molti territori è in ulteriore peggioramento. Lo rende noto l’associazione in una nota.
Secondo Federdistribuzione le consegne stanno subendo pesanti ripercussioni: in numerosi casi le merci rimangono bloccate nei centri distributivi e non riescono a raggiungere i punti vendita. Le conseguenze sono particolarmente gravi per i prodotti deperibili, molti dei quali risultano ormai inutilizzabili, con un conseguente danno economico e uno spreco di beni alimentari.
«Ci troviamo di fronte a una situazione che non può continuare. Sono a rischio servizi essenziali per cittadini, famiglie e imprese. Pur nel pieno rispetto delle ragioni della protesta e delle difficoltà che il settore dell’autotrasporto sta affrontando, è indispensabile che vengano rimossi quei blocchi che, agendo al di fuori delle regole, impediscono la libera circolazione delle merci e compromettono il regolare funzionamento della rete distributiva. L’auspicio è che prevalga il senso di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti e che l’intervento delle istituzioni preposte crei rapidamente le condizioni per il ripristino di condizioni di legalità e di piena operatività della rete logistica, evitando ulteriori danni economici e sociali», dichiara Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione.
L’azione di protesta ha avuto effetti tangibili anche in Sicilia, dove cinque giorni di mancata consegna degli alimentari — iniziata con il fermo dei mezzi pesanti nei porti e nei piazzali da parte del comitato degli autotrasportatori siciliani — si riflettono sui supermercati della grande distribuzione. Catene come Lidl, Eurospin, Conad e Famila registrano scaffali vuoti nei reparti ortofrutta, carne, formaggi e salumi confezionati, latticini e surgelati.
I direttori dei punti vendita sperano che, dopo la revoca del fermo dei tir da parte del comitato dei trasportatori siciliani, i prodotti comincino ad arrivare «tra oggi e domani». Al momento non si registrano criticità evidenti nei negozi di prossimità — salumerie, macellerie, fruttivendoli — né negli storici mercati come Ballarò a Palermo, dove i commercianti si riforniscono da produttori e grossisti locali.
L’ortofrutticolo di Palermo resta aperto, ma la mattina i camion che portano la merce spesso vengono bloccati da autotrasportatori che proseguono la protesta, aggravando le difficoltà nella catena di rifornimento.





























































