mercoledì, Ottobre 21, 2026
Home Informazione Locale Cuneo Cuneo, 2° Summit della Sostenibilità di Confartigianato: Eredi del futuro

Cuneo, 2° Summit della Sostenibilità di Confartigianato: Eredi del futuro

Si è svolto ieri a Cuneo, presso l’Hub-Spazio Artigiano in corso IV Novembre 7, il secondo Summit annuale della Sostenibilità promosso da Confartigianato Cuneo, intitolato “Eredi del futuro. Patto tra generazioni”. L’incontro aveva l’obiettivo di accompagnare l’artigianato e il tessuto economico locale verso modelli in grado di coniugare sostenibilità ambientale, innovazione digitale e benessere per la comunità.

L’evento è stato organizzato con il contributo della Camera di commercio di Cuneo, della Fondazione CRC e di Banca CRS, e si è svolto sotto il patrocinio del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo, del Comune di Cuneo, del Comune di Savigliano, del Politecnico di Torino, di Environment Park, dei GAL Mongioie, Valli Gesso, Vermenagna e Pesio, Tradizione Terre Occitane, Langhe e Roero Leader e di UNCEM Piemonte. In qualità di partner hanno partecipato la Comunità energetica CER-a e CenPI – Confartigianato Energia per le imprese.

Fin dall’apertura il dibattito si è configurato come un laboratorio di idee, con il confronto tra vertici associativi, istituzioni, mondo della ricerca e università. Filo conduttore dei lavori è stata la responsabilità collettiva: la necessità di custodire, valorizzare e trasferire alle nuove generazioni il patrimonio di competenze tradizionali, proiettandolo verso le sfide della transizione ecologica senza perderne l’identità.

Dopo i saluti della sindaca di Cuneo Patrizia Manassero, del presidente della Camera di commercio Luca Crosetto e del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, presente con un videomessaggio, il vice presidente vicario di Confartigianato Cuneo Michele Quaglia ha aperto le riflessioni, scandendo la dimensione culturale ed economica del tema. «Essere “Eredi del futuro” — ha spiegato — significa prima di tutto riconoscere l’immenso valore del nostro patrimonio di conoscenze artigiane e mettere i giovani nelle condizioni di valorizzarlo attraverso nuovi linguaggi, strumenti digitali e sensibilità ambientale. Educare alla sostenibilità non significa aggiungere una materia a scuola, significa insegnare a pensare in modo interconnesso e far capire che ogni gesto ogni azione ogni scelta ha una conseguenza e quella conseguenza ha il volto di una generazione futura. Occorre dunque ribaltare la percezione comune della sostenibilità facendo un salto di qualità e passare dall’obbligo alla cultura. L’obbligo impone una regola, la cultura accende una consapevolezza. L’obbligo ci dice cosa non dobbiamo fare, la cultura ci fa capire perchè invece ne vale la pena. La transizione quindi non può essere solo tecnologica, ma deve essere prima di tutto culturale. Il patto tra generazioni non è una formula di circostanza, ma l’impegno concreto a far dialogare l’esperienza insostituibile dei nostri maestri d’opera con la visione aperta delle nuove leve. La sostenibilità vera non si improvvisa: si costruisce giorno dopo giorno nelle botteghe, nei cantieri e nei laboratori del nostro territorio, trasformando la tradizione nel più potente motore di innovazione».

Sulla crisi climatica è intervenuto il climatologo Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, che ha richiamato l’urgenza di adottare comportamenti e processi produttivi orientati alla riduzione delle emissioni e all’efficienza energetica. «Dei nove indicatori scientifici che rappresentano lo spazio operativo sicuro entro cui l’umanità può continuare a svilupparsi senza innescare cambiamenti ambientali drastici o irreversibili, sette sono già stati oltrepassati, dimostrando che è veramente urgente impegnarsi su tutti i fronti possibili per evitare il punto di non ritorno. Le imprese artigiane, grandi conoscitrici e custodi del territorio, hanno un ruolo fondamentale nel condividere ed applicare i concetti di sostenibilità, traghettandoli verso le nuove generazioni».

Sullo sviluppo territoriale e la rigenerazione si è soffermato l’assessore all’Urbanistica del Comune di Torino Paolo Mazzoleni, che ha messo in evidenza l’interdipendenza tra grandi aree urbane e territori provinciali nei processi di trasformazione sostenibile. «Le grandi città come Torino — ha specificato — hanno più energie da mettere in campo e quindi una maggiore responsabilità di testare nuove strade trovando soluzioni che possano essere utili anche per altri».

Dal mondo accademico sono intervenuti Cristian Campagnaro, professore ordinario di Design al Politecnico di Torino, ed Eleonora Fiore, professoressa associata di Design all’Università di Parma, che hanno approfondito il ruolo della formazione e della progettazione nella costruzione di modelli di sviluppo sostenibili nei settori sociale e alimentare, capaci di tradurre il sapere artigianale in economie circolari, riuso delle materie e innovazione di processo.

Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Symbola, ha sottolineato come sostenibilità e coesione sociale rappresentino fattori primari di competitività per il Made in Italy. «Nelle imprese — ha aggiunto — c’è bisogno di competenze nuove, e queste competenze sono legate ai giovani. Oggi sono loro a poter portare all’interno del mondo produttivo questi saperi che rappresentano il vero cambiamento verso la transizione energetica e il futuro sostenibile».

La sintesi dell’incontro, moderato dal giornalista Nicolas Lozito de La Stampa, è stata tracciata dalla presidente di Confartigianato Cuneo Daniela Balestra e dal direttore generale Joseph Meineri, che hanno ribadito il ruolo chiave dell’associazione nel promuovere un benessere comunitario e duraturo. «Con questo secondo Summit — hanno dichiarato — ribadiamo con forza che la sostenibilità non rappresenta un mero adempimento burocratico o una moda passeggera, bensì una precisa scelta strategica e una responsabilità etica inderogabile verso le comunità in cui operiamo. L’artigianato cuneese possiede già nel proprio DNA l’attenzione al ben fatto, la lotta allo spreco e il rispetto per le risorse locali. Oggi siamo chiamati a compiere un salto di qualità decisivo: fare rete con le istituzioni, investire sulla formazione dei giovani e promuovere un modello di sviluppo integrale che metta sempre la persona al centro. Confartigianato Cuneo continuerà ad essere la guida e il punto di riferimento per le imprese che vogliono affrontare questo cambiamento con coraggio, garantendo che il futuro del nostro territorio rimanga in mani solide e consapevoli».