mercoledì, Ottobre 21, 2026
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A 20 anni torna King Kong Theory, il saggio-manifesto di Virginie Despentes

A vent’anni dalla prima pubblicazione torna in libreria, in un’edizione speciale, King Kong Theory di Virginie Despentes (Fandango Libri, pp. 144, euro 15). La nuova edizione, in uscita il 23 ottobre nella traduzione di Maurizia Balmelli, si presenta con un progetto grafico rinnovato pensato per rendere il volume ancora più riconoscibile ed esclusivo.

Nella nota di presentazione l’anniversario viene definito “un atto politico”, a sottolineare la persistenza della voce della scrittrice e regista francese, descritta come consapevole, provocatoria e lucidissima.

King Kong Theory raccoglie sette testi che intrecciano esperienza personale e analisi culturale: una voce diretta, feroce, autoironica e radicalmente onesta che non offre consolazioni né soluzioni semplici, ma invita a guardare ciò che spesso si preferisce non vedere. Despentes scrive anche a partire dalla propria esperienza della violenza e del sex work, rifiutando la postura della vittima e rivendicando un’identità al di fuori dei canoni della femminilità borghese.

La dichiarazione-simbolo “Sono più King Kong che Kate Moss” è citata come manifesto collettivo. La stampa internazionale ha definito il libro un titolo già diventato un classico, capace di “colpire alla giugulare il pensiero femminista più accomodante”, osserva la presentazione.

Autrice nel 1993 del romanzo Scopami — giudicato scandalo per la durezza e la scabrosità dei temi trattati — e co‑regista della versione cinematografica del 2000, Despentes è stata componente dell’Académie Goncourt dal 2016 fino alle dimissioni nel gennaio del 2020. Tra i riconoscimenti ottenuti, il Prix Renaudot nel 2010 con Apocalypse Bébé e la candidatura come finalista all’International Man Booker Prize 2018 con Vernon Subutex 1.