L’Italia ha presentato un contributo alla riforma del Servizio di Azione Esterna dell’Ue che chiede un ruolo più solido e strutturato per l’Alto Rappresentante, un raccordo più stretto tra i consigli ministeriali che si occupano di politica estera e una maggiore discrezione nella preparazione dei dossier più delicati, lontano dai riflettori dei media.
Il documento italiano, definito un “contributo alla riflessione”, è stato fatto pervenire prima alla diretta interessata, Kaja Kallas, e successivamente agli Stati membri. Secondo fonti europee, l’iniziativa avrebbe già prodotto una prima conseguenza politica: a differenza della proposta franco-tedesca che aveva suscitato malumori, l’Italia non avrebbe incassato il malcontento dell’ex premier estone, anche perché nel non paper Roma si distanzia in modo netto dall’orientamento di Parigi e Berlino.
Tra i punti centrali del testo c’è la proposta di “rafforzare il ruolo dell’Alto Rappresentante al fine di garantire una maggiore coerenza nell’azione esterna dell’Ue”. Il documento precisa che, “pur agendo su mandato del Consiglio, l’Alto Rappresentante dovrebbe esercitare appieno il proprio ruolo di chiaro numero due della Commissione in materia di affari esteri e di coordinatore strategico dei commissari e delle politiche con una dimensione esterna, nel rispetto della loro natura e dei loro obiettivi specifici”.
L’Italia pone anche l’accento sulla necessità di un maggior coordinamento tra Consiglio Affari Esteri e Consiglio Affari Generali e propone il “rafforzamento del Seae come centro di coordinamento al servizio sia degli Stati membri che delle istituzioni dell’Ue”. Nel non paper viene inoltre sottolineato che “l’attuale equilibrio tra funzionari dell’Ue e diplomatici nazionali in seno al Seae dovrebbe essere mantenuto”.
In sostanza, per Roma la riforma del servizio diplomatico comunitario può rappresentare un’opportunità per rendere l’azione esterna dell’Ue più efficace e coordinata, senza tuttavia stravolgere l’attuale bilanciamento di poteri. Gli effetti della proposta sul dibattito comunitario potranno emergere nei prossimi giorni.





























































