giovedì, Ottobre 22, 2026
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Caianello, autotrasportatore minaccia di trasformarsi in torcia umana al casello A1

CAIANELLO (Elio Zanni) – Ore 21 di oggi 21 ottobre 2026, al casello A1 di Caianello un autotrasportatore si è messo in piedi con la pelle apparentemente intrisa di carburante e un accendino in mano, minacciando di trasformarsi in una torcia umana. L’episodio è descritto come l’espressione di una categoria in difficoltà per il caro vita e le accise sui carburanti, rimasta per giorni nei piazzali senza attenzione da parte della politica e dei mezzi di informazione.

I poliziotti della Digos di Caserta sono intervenuti cercando di mediare per evitare il peggio: secondo il racconto, gli agenti si sono ritrovati a svolgere funzioni di mediatori e di supporto psicologico per impedire un gesto estremo.

Dal Viminale, in risposta alle proteste, è arrivata una linea caratterizzata da sanzioni, denunce e misure di militarizzazione. La reazione del ministro Piantedosi non è stata percepita come ascolto delle ragioni dei lavoratori, ma dai camionisti è stata interpretata come una risposta di forza, con l’introduzione di decreti anti-corteo.

Il bilancio delle misure ministeriali è riportato con numeri rilevanti: 1.339 identificati, 71 denunciati, 242 sanzionati e 500 soldati schierati in Campania.

Secondo il pezzo, invece di affrontare le cause della protesta — come la speculazione sui prezzi — l’esecutivo avrebbe puntato a tutelare la circolazione delle merci e a sgomberare i blocchi con la forza pubblica, evocando inoltre lo spettro delle “infiltrazioni criminali” per delegittimare la piazza che chiede di poter lavorare.

A Caianello le trattative proseguivano per scongiurare la tragedia; si segnala inoltre che la latta ai piedi del manifestante non conteneva benzina — tra l’altro irreperibile — ma acqua e sapone.

Il testo sollecita il Governo centrale a sospendere la strada delle sanzioni e ad aprire un tavolo di confronto con i rappresentanti della categoria, sostenendo che rispondere alla disperazione sociale con decreti e reparti mobili rischia solo di esacerbare gli animi. Viene richiamata la necessità di ascoltare il “grido d’aiuto” degli autotrasportatori, soprattutto in presenza di famiglie in difficoltà e aziende in perdita, per evitare che la provocazione di un singolo degeneri in una protesta fuori controllo.