Nella fase conclusiva del ballottaggio in Brasile il Tribunale superiore elettorale (Tse) sta gestendo un volume record di procedimenti e decisioni legate all’uso della tecnologia nella corsa presidenziale.
Finora il Tse ha ricevuto almeno 804 ricorsi legali, più del doppio dei 325 registrati nello stesso periodo del 2022 e dei 388 del 2018.
La battaglia legale tra gli staff elettorali del presidente di sinistra uscente Luiz Inacio Lula da Silva e del candidato di destra Flávio Bolsonaro si è intensificata in vista del secondo turno del 25 ottobre. Le controversie riguardano in particolare le strategie sui social media e la diffusione di contenuti tramite WhatsApp.
Tra le questioni che il tribunale deve definire vi sono i criteri per stabilire quando un canale debba essere ufficialmente collegato a una campagna e la fissazione di limiti all’impiego dei “deepfake”, i contenuti estremamente realistici generati dall’intelligenza artificiale.
Sia Luiz Inacio Lula da Silva sia Flávio Bolsonaro hanno chiesto al Tse di annullare le rispettive candidature per presunti abusi legati alle piattaforme digitali.


























































