giovedì, Ottobre 22, 2026
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Verona: radioterapia mirata con il nuovo acceleratore lineare MRI-Linac

A quasi un anno dalla sua installazione, il nuovo acceleratore lineare guidato da risonanza magnetica (MRI-Linac) in dotazione all’Aoui di Verona è operativo a pieno regime nel reparto di Radioterapia dell’ospedale di Borgo Trento. Ad oggi la strumentazione ha consentito di trattare 150 pazienti affetti da neoplasie a prostata, pancreas, fegato, torace e pelvi. Il Veneto risulta essere la prima regione in Italia a disporre di questo tipo di tecnologia all’interno di una struttura sanitaria pubblica, con le selezioni dei pazienti effettuate nei gruppi clinici multidisciplinari.

Il sistema è una “macchina ibrida” che combina un acceleratore per la radioterapia con la risonanza magnetica, permettendo di visualizzare il bersaglio tumorale in tempo reale durante l’erogazione delle radiazioni. La radioterapia adattativa tiene conto dei movimenti fisiologici del corpo — come respirazione, battito cardiaco e spostamenti addominali — e somministra il trattamento solo quando la neoplasia si trova nella posizione esatta calcolata per la singola seduta quotidiana. Questo approccio unisce efficacia terapeutica e una marcata riduzione dei danni ai tessuti sani circostanti.

Per i pazienti l’impatto più evidente riguarda la contrazione dei tempi di cura: mentre un ciclo radioterapico tradizionale richiede solitamente dalle 25 alle 30 sedute, la nuova strumentazione permette di completare il percorso in 3-5 incontri, aumentando le dosi giornaliere erogate e riducendo il tempo complessivo del trattamento.

Il nuovo acceleratore completa la dotazione del Polo Alte Energie, inaugurato nell’agosto del 2025 all’interno del Padiglione 24, recentemente riqualificato con nuovi ambulatori, un’area Day Hospital e un ingresso dedicato. Il parco tecnologico del reparto conta attualmente quattro macchinari specifici per diverse necessità oncologiche, compresi i trattamenti pediatrici e total body, oltre a un simulatore TAC.

A dirigere l’Uoc Radioterapia da marzo 2026 è il dottor Sergio Fersino, che sottolinea l’importanza del fattore umano accanto a quello tecnico: «La radioterapia, nell’ambito della medicina di precisione, è una disciplina in continua evoluzione che si avvale di tecnologie sempre più avanzate. Sappiamo però che la tecnologia da sola non basta. In un reparto di radioterapia è fondamentale lavorare in un’ottica multiprofessionale: collaboriamo quotidianamente con i fisici sanitari, che elaborano i piani di trattamento, e con i tecnici e gli infermieri, che hanno un contatto diretto e quotidiano con i pazienti». Il direttore ricorda inoltre la stretta sinergia con i reparti di oncologia e di chirurgia, con l’obiettivo di «garantire ai nostri pazienti cure di elevatissima qualità».