giovedì, Ottobre 22, 2026
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Ora solare, l’immunologo Mauro Minelli: il cambio peggiora i disturbi alla prostata

Mancano 48 ore al ritorno dell’ora solare, che scatterà nella notte fra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Mentre l’attenzione pubblica si concentra sullo spostamento delle lancette e sul riposo guadagnato, dietro il cambio d’orario si attivano meccanismi biologici più complessi, legati ai ritmi della luce, alla temperatura e al sistema nervoso.

A segnalarlo è l’immunologo Mauro Minelli, professore di Nutrizione clinica all’università Lum ‘Giuseppe Degennaro’, che all’Adnkronos Salute sottolinea come «un organo che registra con prontezza e vulnerabilità il cambio di passo è la prostata». Secondo lo specialista, se l’inizio della primavera con l’ora legale favorisce iperreattività e congestione per l’aumento della luce, il ritorno all’ora solare porta effetti opposti: l’autunno irrigidisce la ghiandola, esasperando tensioni muscolari, ristagno circolatorio e disturbi urinari.

Minelli spiega che la combinazione di buio anticipato e prime diminuzioni di temperatura mette in allarme il sistema nervoso autonomo. La componente di reazione rapida, il sistema simpatico, stimolata dal freddo, rilascia noradrenalina che comanda i recettori nella muscolatura della prostata e nel collo della vescica a contrarsi. La conseguenza è una maggiore resistenza nel canale urinario: «in queste giornate di fine ottobre molti uomini avvertono la comparsa, o il brusco peggioramento, di esitazione alla ‘partenza’, getto debole e una fastidiosa sensazione di non aver svuotato del tutto la vescica», osserva Minelli, precisando che spesso non si tratta di un improvviso ingrossamento della ghiandola ma di una reazione muscolare involontaria guidata dal sistema nervoso e dal freddo.

Il cambio d’ora altera anche la produzione di ormoni chiave come l’ormone antidiuretico (vasopressina), che normalmente concentra le urine durante la notte per permettere un riposo continuato. Quando il ritmo sonno-veglia si frammenta a seguito del passaggio stagionale, la produzione notturna di urina può aumentare. Se a questo si somma una vescica più suscettibile per l’aria più fresca nella camera da letto, il bisogno di alzarsi più volte per urinare può diventare un disturbo frequente.

Il fenomeno è ulteriormente amplificato da cambiamenti di abitudini indotti dall’autunno: «il freddo e il buio pomeridiano spingono alla pigrizia», si esce meno e si beve meno. Minelli spiega che minor movimento e più tempo trascorso seduti riducono il drenaggio del plesso venoso che circonda la prostata, favorendo ristagno di liquidi nel bacino. Inoltre, sedentarietà e pasti più pesanti possono rallentare l’intestino e alterare l’equilibrio del microbiota, aumentando la permeabilità intestinale: in queste condizioni sostanze infiammatorie e frammenti batterici possono raggiungere per contiguità i tessuti urogenitali, riaccendendo un’infiammazione silente che si manifesta con bruciore, senso di peso e fastidio pelvico.

La medicina dei ritmi biologici, conclude l’immunologo, insegna che questi disturbi non compaiono per caso a fine ottobre. Proteggersi dai primi sbalzi termici, bere regolarmente nelle ore diurne evitando di caricare di liquidi il periodo vicino al sonno, camminare ogni giorno per riattivare la circolazione pelvica e mantenere l’intestino regolare sono scelte pratiche in grado di ridurre l’impatto del cambio d’ora prima che l’orologio interno perda il ritmo.