mercoledì, Ottobre 21, 2026
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Alba, Marro: la Regione non può limitarsi a elencare norme sullo sfruttamento

La consigliera regionale Avs Giulia Marro ha chiesto alla Giunta di «mettersi in ascolto» per capire le radici della «rabbia» che in questi giorni, secondo lei, anima il dibattito pubblico in Europa. Lo ha detto in una nota stampa al termine di un lungo intervento in Consiglio Regionale, in cui ha collegato quella rabbia a forme di frustrazione riscontrabili anche tra i lavoratori del settore vitivinicolo albese.

Marro ha richiamato l’attenzione su casi di sfruttamento che emergono nel territorio e ha citato l’episodio — avvenuto poche settimane fa — che ha visto coinvolto Don Domenico Degiorgis, minacciato dopo aver denunciato abusi. Sul tema, ha ricordato, i sindacati hanno indetto una manifestazione a cui la consigliera parteciperà.

«Il 24 ottobre sarò ad Alba», ha annunciato Marro, spiegando che la manifestazione contro lo sfruttamento è promossa da diverse realtà, tra cui «le organizzazioni sindacali già protagoniste della grande mobilitazione di due anni fa». Ha sottolineato di partecipare in veste di consigliera regionale perché, a suo avviso, «la Regione ha responsabilità precise e deve rendere davvero efficaci gli strumenti che ha a disposizione».

Nel question time Marro ha chiesto alla Giunta se intendesse introdurre norme più stringenti per escludere dai contributi regionali, o revocare i finanziamenti, le imprese responsabili di gravi violazioni accertate della normativa sul lavoro. L’interrogazione arrivava anche alla luce della recente dotazione di 1,5 milioni di euro di risorse regionali sotto forma di contributi economici a produttori e cantine cooperative per lo smaltimento delle giacenze di vino invenduto.

La risposta della Giunta, ha riferito Marro, è stata che «le norme ci sono già». Ma per la consigliera il problema resta: «se le misure esistenti funzionassero davvero, continueremmo a leggere nuove denunce di sfruttamento, di persone costrette a vivere ai margini e di un mercato che ignora le conseguenze della propria spregiudicatezza?»

Marro ha richiamato inoltre il ruolo della programmazione europea e della PAC, che prevede la condizionalità sociale, nonché l’esistenza di sanzioni, controlli e norme penali. Tuttavia, ha osservato, questo non risponde alla domanda «che cosa sta facendo concretamente la Regione per garantire i diritti di chi lavora? Se il sistema funziona, perché siamo ancora così indietro?». Secondo la consigliera, citare i controlli e la condizionalità sociale non basta: «Bisogna capire come vengono applicati, quali verifiche vengono effettuate e quali conseguenze ci sono per chi viola le regole».

Ha poi posto l’accento sulla responsabilità delle aziende lungo tutta la filiera: il ricorso a cooperative, contoterzisti e intermediari non può diventare «un modo per rendere invisibili le condizioni di chi lavora nei vigneti». «Chi trae beneficio da questo sistema produttivo deve assumersi anche la responsabilità di garantire il rispetto dei diritti delle persone», ha detto.

Infine Marro ha ricordato che l’amministrazione di Alba ha descritto la vendemmia come particolarmente complessa, con la raccolta concentrata in poche settimane anche a causa delle temperature, mentre «la risposta delle istituzioni è arrivata in ritardo». Per questo ha ribadito la sua partecipazione alla manifestazione del 24 ottobre: «I diritti — ha concluso — non si tutelano sulla carta, ma facendo in modo che quelle norme siano rispettate davvero». c.s.