Una campagna di scavo del 2026 dell’Università Ca’ Foscari Venezia ha individuato a Altino quella che, con ogni probabilità, è la chiesa episcopale tardoantica e altomedievale della città e, probabilmente, l’intero complesso paleocristiano: la chiesa e il palazzo del vescovo che occupano una porzione consistente di un’insula romana.
La chiesa individuata è un’aula rettangolare di circa 30 per 20 metri, priva di abside e orientata verso oriente. Gli archeologi datano la fondazione del primo edificio tra la fine del IV e la prima metà del V secolo d.C. Le dimensioni e l’orientamento, disassato rispetto alle strade romane e rivolto a oriente secondo un criterio liturgico, sono elementi che ne suggeriscono la funzione episcopale.
A est della chiesa si affianca un grande edificio porticato con una pianta complessa, setti interni e annessi, che gli scavi recenti fanno ritenere il palazzo vescovile. La solida potenza delle fondazioni fa pensare a una costruzione probabilmente a due piani: al piano superiore la residenza del clero e al piano terra ambienti che potrebbero essere stati destinati a sepolture privilegiate di vescovi o notabili. Il battistero non è stato ancora individuato e potrebbe trovarsi nelle aree dell’insula non ancora indagate.
La nuova identificazione si inserisce in un contesto urbano già documentato dalle lettere di S. Girolamo a Eliodoro, primo vescovo di Altino, e al nipote Nepoziano, che descrivono una città tardoantica vitale e popolosa. La chiesa si trova quasi di fronte al vecchio Museo di Altino, in un quartiere augusteo riorganizzato come area paleocristiana, lungo la strada per la porta-approdo e il canale Sioncello.
Parte dell’edificio era già emersa negli scavi degli anni Ottanta e oggi è visibile nell’area archeologica. Le fasi tardoantiche di Altino sono però state cancellate due volte: dall’agricoltura industriale, che ha asportato gli strati superficiali, e dallo spoglio sistematico di mattoni e pietre, che sono poi finiti nei cantieri di Torcello e di Venezia. Per questo motivo, quando si scava ad Altino, raramente si trovano gli edifici o le loro fondazioni intatte.



























































