Sono iniziati ad Andora i lavori del primo lotto del progetto di risagomatura dell’alveo del torrente Merula. L’intervento, che riguarderà complessivamente il tratto compreso tra la foce e il Ponte Romanico, parte con il primo lotto sul segmento tra il Ponte Italia 61 e il Ponte Europa Unita e prevede un investimento di circa 550.000 euro, interamente finanziato con risorse proprie del Comune.
Il progetto, articolato in tre lotti, ha richiesto un iter autorizzativo della durata di 22 mesi, caratterizzato da verifiche, approfondimenti, passaggi amministrativi e interlocuzioni con la Regione Liguria, Settore Difesa del Suolo, necessari per arrivare alla realizzazione dell’opera.
L’intervento si propone di riportare l’alveo del torrente alla quota del 2001 e di liberare le briglie oggi sepolte dai materiali accumulati nel corso degli anni. «Vogliamo riportare l’alveo del torrente alla quota del 2001, liberare le briglie oggi sepolte dai materiali che si sono depositati negli anni, con il duplice obiettivo di migliorare le condizioni di deflusso delle acque, contribuendo alla mitigazione del rischio idrogeologico, e recuperare i materiali lapidei idonei per il ripascimento del nostro arenile», spiega il presidente del Consiglio comunale Flavio Marchiano, che detiene la delega al Demanio Fluviale.
Le fasi esecutive prevedono la rimozione selettiva tramite cippatura e scortico a lama dello strato vegetale, con successivo conferimento a discarica; il ripristino della sezione idraulica originale corrispondente alla livelletta delle briglie ormai sepolte dai sedimenti; e la conseguente risagomatura dell’alveo alle quote del 2001. Il residuo lapideo derivato dalle lavorazioni, dopo gli appositi esami, potrà essere utilizzato per il ripascimento dell’arenile.
L’avvio dei lavori segue un percorso tecnico-amministrativo avviato nel dicembre 2024 con l’affidamento del rilievo topografico, necessario a confrontare la situazione attuale dell’alveo con l’ultimo rilievo disponibile del 2001. Nel febbraio 2025 è stata effettuata la quantificazione dei materiali da rimuovere; nell’agosto 2025 sono stati eseguiti i campionamenti e le analisi ambientali; e nel settembre dello stesso anno gli esami hanno confermato l’assenza di inquinanti nei materiali esaminati, attestando l’idoneità di una parte del materiale lapideo al riutilizzo per il ripascimento delle spiagge.
Nel 2026 sono arrivati il parere favorevole della Regione sul progetto di fattibilità tecnico-economica e successivamente quello sulla progettazione esecutiva, che ha consentito l’affidamento dei lavori. Ad ottobre 2026 ARPAL ha espresso parere di compatibilità per l’utilizzo del materiale proveniente dalla manutenzione dell’alveo nell’ambito dell’intervento di ripascimento stagionale dell’arenile di Andora.
Marchiano ha ricordato che «l’iter è partito dall’esame del sito, nel dicembre 2024, e ha richiesto una serie di passaggi tecnici e autorizzativi che hanno portato all’avvio delle opere» e ha ringraziato quanti hanno contribuito al raggiungimento del traguardo, a partire dal dirigente dell’Area III, architetto Paolo Ghione, che ha coordinato il progetto, insieme agli uffici comunali, ai tecnici e a tutti i soggetti coinvolti nell’iter autorizzativo. «Andora ha bisogno di interventi concreti, programmati e responsabili. Oggi ne abbiamo messo in campo uno importante», ha concluso.





























































